martedì 29 ottobre 2019

I figli secondogeniti,più creativi ma meno ambiziosi, anche più casinisti e ribelli


Diventare mamma è quanto di più bello ed auspicabile per ogni donna, ma è anche un’esperienza che cambia 


totalmente la vita, sia personale che di coppia. Si inizia ad avere sempre meno tempo da dedicare a sé stessi e al proprio partner, mentre il piccoletto di casa aumenta le richieste e le attenzioni. Il tutto, ovviamente, si raddoppia quando si è alle prese anche col secondogenito. In questo caso, infatti, bisogna avere delle accortezze maggiori.






Con il primo figlio la donna ha avuto modo di “calarsi” nelle nuovi vesti da mamma, sperimentando per la prima volta l’allattamento, il cambio del pannolino, la ninna nanna. È inevitabile che, alla prima esperienza, ognuna di noi cerchi il più possibile di non far mancare nulla al neonato, viziandolo e dedicandogli tutte le attenzioni per quanto possibile. È in questo senso che la mamma deve fare attenzione nel momento in cui mette al mondo il secondo figlio.


Il principio base è parità, di trattamento e di concessioni. Spesso infatti il secondo figlio mette letteralmente “in crisi”. Molte donne si chiedono se saranno in grado o meno di dare le stesse attenzioni donate al primogenito, o se si prenderanno cura di loro come fatto precedentemente. Prendete inoltre come esperienza quella provata col il primo figlio. Le cose che avete sbagliato con il primo bambino, non le ripetete col secondogenito.


Ma che tipi sono i secondogeniti? Secondo uno studio guidato dal Max Planck Institute for Demographic Research in Germania insieme all’Università di Stoccolma in Svezia, i fratelli minori sono meno ambiziosi rispetto ai grandi, ma molto  più creativi. Avranno dunque voti più bassi a scuola, ma riusciranno in maniera migliore a calarsi ed adattarsi alle varie circostanze della vita.


Sarà per questa loro spiccata creatività, o per la continua ricerca di qualcosa che possa stimolarli, che i secondogeniti sono tendenzialmente considerati più rompiscatole e ribelli rispetto ai fratelli più grandi. Il motivo sarebbe da ricercare nel fatto che i genitori, avendo già fatto pratica col primo figlio, tendono ad essere più permissivi con il secondo, che così finirà con l’approfittarsene.



Questo forte senso di ribellione, porta spesso i secondogeniti a sbagliare e cacciarsi nei guai. Anche la MIT Sloan School of Management di Cambridge ha infatti confermato quello che fino ad ora si riteneva essere un luogo comune, e cioè il fatto che i figli minori fossero più casinisti dei primi. I più piccoli di casa tendono ad avere un comportamento più indisciplinato, sia nella scuola che nelle relazioni sociali.




Eppure, alla fine, i secondogeniti riescono sempre a volger a loro favore le situazioni. Nonostante amino particolarmente cacciarsi nei guai ed imbattersi in problemi, i figli minori riusciranno sempre ad avere successo nella vita. Questo è dovuto al fatto che, secondo l’Università di Cambridge, i più piccoli di casa hanno una dialettica migliore rispetto ai primogeniti, un vocabolario più ampio ed anche uno sviluppo intellettivo più veloce. Tradotto: nelle litigate e nelle discussioni con i fratelli, i secondogeniti ne escono sempre da vincenti.








Come se non bastasse, i secondogeniti hanno anche la fortuna di ammalarsi meno dei fratelli. Secondo i ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia), i più piccoli hanno meno possibilità di soffrire d’asma, di prendere raffreddori o tonsillite.

Spesso noi genitori ci chiediamo se ci sia o meno un figlio preferito. Tendenzialmente, ogni genitore ama le sue creature allo stesso modo, eppure molte volte il primogenito rinfaccia – giustamente – alla mamma ed al papà una disparità di trattamento. È vero infatti che con il primo figlio il genitore tende ad essere più autorevole e rigido, mentre col secondo diventa più permissivo, trascurando quella parte severa e rigorosa.

Consisterebbe proprio in questo comportamento la risposta alla domanda che tutti i genitori si pongono: esiste un figlio preferito? Secondo gli esperti, già il fatto di comportarsi in maniera più rilassata ed accomodante con il secondogenito implica di fatto una preferenza quasi inconscia per quest’ultimo.

 È il caso di dire, allora, che i figli secondogeniti sono i più fortunati? Secondo la scienza no: ci sarebbero infatti delle prove che attesterebbero i motivi per cui i primogeniti sarebbero i migliori in intelligenza, responsabilità e rispetto delle regole.

Insomma, la scienza in questi anni si è divertita a provare qualità e caratteristiche dei secondogeniti rispetto ai primi figli: la verità è che non esiste un figlio “migliore” ed uno “peggiore”, ma personalità e caratteri differenti che renderanno i piccoli di casa unici e speciali. In fondo,

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