giovedì 16 gennaio 2020

Maternità,sarà più lunga e un mese anche per il papà



Il governo sta studiando un modo per non penalizzare la carriera professionale delle mamme e ridurre così le differenze negli stipendi tra uomini e donne



Un divario sul quale il governo è più che deciso a intervenire e così è stato disposto l'insediamento al ministero del Lavoro di un gruppo di esperti che dovrà studiare alcune proposte per affrontare il tema. E, come riporta il Corriere, la prima idea che sarà messa sul tavolo riguarda il congedo in caso di nascita di un figlio.

Un tema che sembra lontano dal divario tra stipendi, ma che in realtà non sarebbe così. Ad oggi sono previsti cinque mesi di congedo per la madre e, da qualche anno, è stato introdotto anche quello per il padre che dal 2020 salirà da cinque a sette giorni, più un giorno facoltativo che può essere preso solo in sostituzione della madre.

Ora però spunta una nuova idea. Il governo vorrebbe introdurre un unico congedo familiare della durata di sei mesi. In particolare, il tempo verrebbe suddiviso in questo modo: poco meno dei cinque mesi riservati alla madre e il restante mese per il padre del neonato. In questo modo, uomini e donne riuscirebbero a conciliare lavoro e figli, senza una sproporzione nei confronti della madre. Nella maggior parte dei casi infatti, sono le donne a occuparsi dei bimbi, ricorrendo sempre più spesso al part time o lasciando persino il lavoro.

Così gli stipendi e le carriere delle madri subiscono un forte arresto. Gli incentivi previsti negli ultimi anni non sembrano aiutare le donne e quindi il governo ha deciso di intervenire in loro aiuto. Nell'idea dell'esecutivo, "obbligando" i padri a prendersi cura dei loro neonati, si dovrebbero riquilibrare gli stipendi e le carriere. "Se sono sempre le donne a dover conciliare lavoro e cura - ha dichiarato Francesca Puglisi, sottosegretario al Lavoro per il Pd - non cambierà mai nulla. E invece bisogna passare dalle politiche di conciliazione a quelle di condivisione".

L'idea è ancora da elaborare e sviluppare. Gli addetti ai lavori dovranno tenere in considerazioni diversi fattori e ragionare su quanto questa misura andrà a influire sulle casse pubbliche. Come spiega il quotidiano, quando si é in congedo obbligatorio, l'80% della paga viene versata dall'Inps e non dal datore di lavoro. La proposta di allungare il periodo di un mese farebbe lievitare senza dubbi anche i costi e su questo bisogna agire con cautela.

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