mercoledì 11 marzo 2020

Coronavirus: cosa succede a chi si ammala? Tutte le tappe



In questi giorni sentiamo parlare in continuazione di numero di contagi, di isolamento, di
quarantena, ma esattamente qual è la procedura per chi contrae l’infezione da Covid-19?

E come fare a riconoscerne i sintomi? Vediamolo insieme.

Coronavirus: quali sono i sintomi e cosa fare?

Va innanzitutto detto che, in molti casi, l’infezione da Covid-19 è asintomatica e, quindi, alcuni di noi potrebbero averla contratta, e probabilmente superata, senza saperlo.
Se invece la si contrae con sintomi, questi potrebbero essere:
  • febbre;
  • stanchezza;
  • tosse secca;
  • eventualmente:
    • dolori muscolari;
    • congestione nasale;
    • naso che cola;
    • mal di gola;
    • diarrea;
  • nei casi più gravi:
    • polmonite;
    • sindrome respiratoria acuta grave;
    • insufficienza renale.
Se la febbre aumenta e si avvertono tosse secca e respiro corto, è importante NON andare al Pronto Soccorso, ma:
  1. telefonare il proprio medico curante che, attraverso delle domande precise, può effettuare una prima diagnosi e consigliare i passi successivi;
  2. telefonare il numero verde di emergenza regionale, attivato dalla Regione di appartenenza;
  3. telefonare il 118 SOLO in caso di gravi difficoltà respiratorie o febbre molto alta.
Ecco i numeri verdi regionali predisposti dal Ministero della Salute.

Quando viene fatto il tampone?

In caso di presenza di sintomi importanti e se l’ASL lo ritiene, si esegue il tampone. Per effettuare il tampone, gli operatori sanitari raggiungono il paziente a casa in ambulanza e in biocontenimento con tute, mascherine e guanti.
In ospedale si esegue il tampone rino-faringeo, che preleva tracce di muco e saliva. Per evitare un falso positivo, il primo tampone viene inviato all’ISS per la conferma. In caso di positività anche del secondo tampone, è confermato il contagio.


Se il tampone è positivo, l’ASL di competenza prende in carico il paziente e lo informa riguardo la procedura da seguire. Lo sottoporrà a controlli periodici con visite, misurazioni della febbre e tamponi, fino alla guarigione.
Il ricovero in ospedale avviene solo nei casi più delicati, in cui si hanno altre patologie che potrebbero essere aggravate dal Covid-19.
Non è possibile scegliere la struttura di ricovero in quanto, in questa situazione di emergenza, la decisione sarà presa dagli operatori sanitari.
In ospedale si è ricoverati in una stanza “a pressione negativa”, nella quale l’aria viene risucchiata all’interno e non si diffondono microrganismi e nella quale gli operatori sanitari entrano uno alla volta con tuta, mascherine, copriscarpe, guanti e cuffie.

Quando si applicano le procedure di isolamento e quarantena?

Se non si hanno sintomi ma si hanno avuto contatti con persone risultate positive al tampone, o se dal tampone è emersa la positività ma senza necessità di ricovero ospedaliero, occorre restare in isolamento domiciliare.
Questo termina:
  • per le persone a rischio (perché entrate in contagio con persone positive al virus): dopo 14 giorni di incubazione;
  • per le persone precedentemente malate: dopo 2 tamponi eseguiti a distanza di 24 ore l’uno dall’altro e risultati entrambi negativi.

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