domenica 8 marzo 2020

Coronavirus oggi 1326 contagiati e 133 morti.Sono 366 le vittime totali



Coronavirus in Italia, oggi 133 morti: sono 366 le vittime totali. Lo ha annunciato Borrelli in conferenza stampa. 


Tra i decessi di oggi 113 se ne registrano in Lombardia, due nella regione Lazio, uno in Puglia e uno in Friuli Venezia Giulia. 
Sono 650 i malati ricoverati in terapia intensiva per coronavirus, mentre sono 622 le persone guarite dal coronavirus in Italia, 33 in più di ieri. Lo ha affermato il commissario per l'emergenza, Angelo Borrelli, durante il punto stampa nella sede della Protezione Civile di Roma.



CRISI IN LOMBARDIA Borrelli si è soffermando sulla situazione critica che si sta vivendo negli ospedali lombardi: «Tredici pazienti sono già stati trasferiti o sono in corso di trasferimento dalla Lombardia alle regioni limitrofe» per alleggerire le terapie intensive». Nella sola Lombardia ci sono 399 ricoverati in terapia intensiva, dove si registra un incremento in un giorno di 40 casi.

Per la mascherine, ha aggiunto Borrelli «stiamo firmando una serie di contratti che dal 12 marzo al 30 aprile ci metteranno a disposizione 22 milioni di quelle chirurgiche». 

LA LOMBARDIA NON E' CHIUSA - «La Lombardia non è chiusa, sarebbe sbagliato sostenerlo» e «non ci sono nuove zone rosse, il decreto non ne parla». Così Silvio Brusaferro dell'Istituto superiore di sanità ai giornalisti e in interviste ai tg alla Protezione civile a Roma. «Le nuove misure non prevedono la chiusura delle attività produttive, ma solo dei luoghi di aggregazione per limitare la mobilità e la diffusione del virus», ha spiegato, «Molte misure si basano sull'autoconsapevolezza e sulla fiducia nei cittadini», a cui l'Iss torna a fare appello.



«Torno a ribadire con forza l'importanza di adottare rigorosamente le raccomandazioni che vengono proposte» contro la diffusione del coronavirus. Il presidente dell'Istituto superiore di sanità insiste sul concetto di responsabilità dei singoli cittadini «Il comportamento di ognuno di noi è fondamentale per rallentare la diffusione dell'infezione e proteggere soprattutto le fasce più deboli della popolazione».


«La Lombardia - ha continuato Brusaferro - insieme ad altre province, è un'area dove c'è un'alta circolazione del virus, e si è ritenuto di proporre al governo, che poi le ha adottate, delle misure ulteriori per ridurre proprio la circolazione del virus». «Vorrei sottolineare una disposizione» del nuovo Dpcm «in particolare - ha detto Brusaferro - quella per cui chi è quarantenato, e deve stare a casa perché contatto stretto o positivo asintomatico, ha l'obbligo di stare a casa, non può uscire a fare la spesa. Perché facendo questo mette a rischio la salute degli altri, soprattutto delle persone più fragili».


Brusaferro ha messo in guardia tutti i cittadini, di ogni regione: «Non c'è una parte d'Italia completamente immune, ci sono parti d'Italia dove al momento il virus circola meno. Dipende dai nostri comportamenti quanto circolerà». Per Brusaferro particolare importanza hanno i provvedimenti sulla distanza sociale: «In alcune aree del Paese è evidente che c'è una circolazione sostenuta locale che è un elemento critico e va quindi contenuto. Le misure sono state adottate proprio in questa logica». «La crescita ridotta nelle vecchie zone rosse, come Vò o Casalpusterlengo - ha aggiunto - conferma che il sistema di contenimento ha funzionato. In alcune zone della Lombardia e in altre provincie c'è stata invece una crescita di nuovi casi e le nuove misure sono state adottate per questo»


I DECESSI - Brusaferro è poi tornato a parlare dei decessi, con particolare riferimento all'eta delle persone «Nella fascia d'età delle vittime di coronavirus, «non ci sono variazioni significative, si tratta sempre di pazienti piuttosto anziani, il 60% ultraottantenni, la quasi totalità sopra 70 anni, con presenza di più patologie croniche, ma che rispetto alla loro fascia d'età hanno una mortalità più bassa rispetto ai dati disponibili, quelli cinesi»

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