martedì 10 marzo 2020

Coronavirus, terapia intensiva al collasso:centinaia di giovani ricoverati


«Siamo solo all'inizio, purtroppo». Massimo Galli, infettivologo e primario dell'ospedale
Sacco di Milano (struttura in prima linea nella lotta al Coronavirus) parla con SkyTg24 e RaiNews24, lanciando l'allarme sulla resistenza delle terapie intensive: «Venerdì scorso la nostra situazione era analoga a quella di Wuhan il 25-26 di gennaio. Ma a Wuhan la concentrazione di 11 milioni di persone è in un'area molto più ristretta rispetto alla sola Lombardia».




RISCHIO ALTO. Parole che fanno eco con quelle dell'Organizzazione mondiale della Sanità: «Il rischio di pandemia è molto alto». Ancora il professor Galli: «L'infezione ha circolato sottotraccia per un periodo piuttosto lungo, 3-4 settimane nell'area del Lodigiano. Il ritmo dei decessi fa pensare che il problema ci stia proprio premendo addosso».



GUERRA IN CORSIA. Dal Coronavirus si guarisce nella maggioranza dei casi, ma bisogna restare nei reparti di terapia intensiva per 3 settimane: quindi se gli accessi di contagiati è troppo elevato, si finisce per arrivare alla terribile verità comunicata via Facebook da Christian Salaroli, anestesista rianimatore a Bergamo: «Si decide in base all'età e alle condizioni di salute. Alcuni di noi, primari o ragazzini, ne escono stritolati... State a casa. Vedo troppa gente per strada».



PROTEZIONE CIVILE. Dai dati emergono questi nuovi numeri: 9.172 casi in totale e 463 morti. Ad oggi i positivi sono 7985 positivi, 724 guariti, 733 pazienti in rianimazione. Per la prima volta i guariti sononstati più dei decessi.



PIEMONTE GUIDA. Nel corso della videoconferenza con il governo e le altre Regioni, il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha ribadito la necessità di uniformare e irrigidire le misure di contenimento del Coronavirus. Ipotesi condivisa, al punto che il ministro Boccia anticipa: «Il Governo pensa di uniformare le misure in tutta Italia». Quindi non solo in Lombardia e nelle 14 province dell'ultimo decreto.



BUONA SALUTE. I pazienti giovani in terapia intensiva sono l'8%, cui va aggiunto il 33% tra 50 e 65 anni. «Quasi tutti stavano benissimo - dice l'assessore lombardo Gallera -. Quindi non è vero che vengono colpiti duramente soltanto gli anziani. Restate a casa».

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