martedì 14 aprile 2020

Coronavirus, le regole per andare al mare quest'estate. Ombrelloni a tre metri di distanza, pareti in plexiglass e dispencer di disinfettante




Ombrelloni a tre metri di distanza l'uno dall'altro e pareti di plexiglass. 



Così potrebbero essere le spiagge per l'estate 2020, un'estate in cui ancora non si sa con certezza se si dovrà combattere contro il coronavirus, ma secondo il parere degli esperti il virus non sparirà tanto facilmente.



Sarà necessario, dunque, come riporta Alessandra Spinelli de Il Messaggero, adottare misure precauzionali contro il contagio, mettere in sicurezza i clienti e sanificare gli ambienti per evitare nuove ondate di contagi. Se si riuscirà ad andare in spiaggia quest'anno le regole non saranno quelle di sempre: gli accessi saranno scaglionati, ci sarà un'igienizzazione continua dei locali comuni e verranno posizionati dispencer di disinfettatente presso i bagni, le docce e il bar. Probabilmente le prenotazioni saranno obbligatorie e gli accessi verrano scaglionati in base alle età.



Alcuni imprenditori starebbero prendendo i primi provvedimenti per evitare di perdere l'intera stagione. Se la speranza di tutti è che con l'estate il virus si attenui notevolmente, non si può lasciare tutto al caso, come questa pandemia ha insegnato, e alcuni imprenditori stanno valutando dei dispositivi e delle misure per permettere comunque ai clienti di godere del mare ma in totale sicurezza per loro e gli operatori. 



D'altraparte il sottosegretario al Mibact, Lorenza Bonaccorsi, con delega al turismo, è stata chiara:  «Andremo al mare questa estate. Stiamo lavoriamo per far sì che possa essere così. Ci stiamo lavorando dal punto di vista degli atti amministrativi necessari per gli stabilimenti, immaginando una serie di normative prese con il comitato tecnico scientifico, che contemplano l'ipotesi di un distanziamento», ha spiegato. Il gruppo di esperti del Ministero della Salute è già al lavoro sulle linee guida per la ripartenza delle attività turistiche e balneari, ma gli operatori turistici delle spiagge italiane sono ancora in un limbo, senza alcuna indicazione.

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