sabato 25 aprile 2020

Uomo viene rilasciato per un'amnistia a causa del coronavirus,torna a casa e uccide di botte la figlia di 9 anni



Non ha fatto in tempo a mettere piede fuori dal carcere che la sua indole violenta si è manifestata nuovamente. 



Muslum Aslan, 33enne di Gaziantep, in Turchia, è finito nuovamente dietro le sbarre per aver massacrato di botte Ceylan, la figlia di 9 anni. Appena un anno fa era finito in carcere per aver accoltellato sua moglie, Rukiye Aslan, che fortunatamente era riuscita a sopravvivere all’aggressione.



Nei giorni scorsi Muslum era stato liberato grazie a un’amnistia che ha consentito la liberazione dei detenuti dalle sovraffollate carceri turche, dove si rischiava una strage se il coronavirus fosse riuscito a fare breccia. Appena uscito di prigione, però, l’uomo è andato dalla moglie, dalla quale ha chiesto il divorzio, esprimendo il desiderio di poter vedere i tre figli. L’uomo li ha portati via con sé, ma pochi giorni dopo ha ucciso di botte la piccola Ceylan. La bimba è stata portata in ospedale, ma è morta 4 giorni dopo il ricovero. Dopo l’omicidio Muslum ha messo i figli su un taxi e li ha spediti a casa della moglie prima di darsi a una fuga che è durata poco. È stato acciuffato dalla polizia ed è stato nuovamente arrestato.
 
«Ha sempre usato violenza contro i miei figli ha detto Rukiye.Ha appeso mia figlia maggiore per le braccia a un muro e l’ha colpita con un tubo. L’ha lasciata in un lago di sangue prima di rimandare gli altri due miei figli a casa su un taxi. Mia figlia è morta. Voglio che questo omicidio venga punito pesantemente».

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