domenica 17 maggio 2020

Alex di 8 mesi è la vittima più giovane della sindrome di Kawasaki.La mamma: «Ascoltate la scienza e abbiate cura dei vostri bambini»




È un bambino di otto mesi la più giovane vittima conosciuta della sindrome di Kawasaki, la rara malattia infantile che si sospetta essere causata nei bambini da una reazione al coronavirus. Il piccolo Alex, morto dopo meno di tre giorni di agonia in ospedale, prima di ammalarsi era un bambino in perfetta salute, come ricorda anche la mamma.




La vicenda è raccontata da Il Messaggero: Alexander Parsons, un bambino britannico di otto mesi, si era ammalato di questa rarissima patologia, meno nota come sindrome linfonodale muco-cutanea, e in lui si erano sviluppati sintomi come un'eruzione cutanea che sembrava una scottatura solare, febbre alta e linfonodi ingrossati. In seguito mani e piante dei piedi sono diventate rosse. «Abbiamo pensato che fosse un'infezione virale - ha detto la madre - abbiamo chiamato l'111 e ci hanno detto che potevano essere parotite».
Le condizioni del piccolo, però, si sono aggravate e il 6 aprile era stato ricoverato all'ospedale Derriford di Plymouth, dove il giorno dopo gli era stata diagnosticata la sindrome di Kawasaki e, dopo l'ennesimo peggioramento, trasferito al Bristol Royal Hospital for Children. Una scansione del cuore ha rilevato più aneurismi coronarici, arterie ingrossate e liquido. Alex è morto la notte successiva.


La mamma del piccolo, la 29enne Kathryn Rowlands, in un post su Facebook ha dato sfogo al proprio dolore e lanciato anche un appello a politica e società civile: «Quello che è successo è incredibile. Il governo deve iniziare ad ascoltare i consigli degli scienziati e smettere di giocare d'azzardo con la vita delle persone. I dottori e le infermiere che hanno combattuto per salvare Alex erano incredibili, ma se avessero saputo di più sul collegamento Covid-Kawasaki, avrebbero potuto fare di più. Chiedo a tutti voi, in ricordo del nostro Alexander, di prendervi cura dei vostri bambini, di rimanere sempre con loro anche se l'isolamento vi sta facendo impazzire. Prendetevi un momento di più per vivere e respirare insieme. E preoccupatevi di meno di quanto poco la notte dormirete, anche al quarto risveglio».


Russell Viner, presidente dei pediatri britannici, è convinto che la sindrome di Kawasaki sia in qualche modo collegata al coronavirus. Questa rara malattia infantile generalmente colpisce pochi bambini sotto i cinque anni d'età, ma negli ultimi mesi, nell'Europa colpita dalla pandemia di coronavirus, ha fatto registrare oltre 200 casi sospetti su bambini fino a 14 anni.

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