domenica 17 maggio 2020

Ok per l'apertura dei centri estivi da giugno ,ecco le linee guida



Il premier Giuseppe Conte ha annunciato l’apertura, da giugno, di opportunità ludiche per bambini: ecco le linee guida per i centri estivi durante la fase 2 dell’emergenza coronavirus.


L’estate 2020 potrebbe diventare un laboratorio a cielo aperto per bambini e ragazzi, in vista della ripartenza delle scuole a settembre. Come? Attraverso l’apertura dei centri estivi, organizzati da Comuni, comitati sportivi, associazioni, cooperative, fattorie didattiche e oratori.

Il via libera è richiesto da più parti e il Governo sembra intenzionato a estendere l’utilizzo dei voucher babysitter a queste attività. Ora, però, si attende il parere del Comitato tecnico scientifico (Cts) per l’emergenza Covid-19 che dovrà esprimersi sulla proposta contenuta in un documento di lavoro elaborato dal dipartimento della Famiglia. La sfida è quella di offrire, nel rispetto delle regole di sicurezza, un progetto educativo e sociale ai minori e rispondere ai bisogni delle famiglie con figli.


Le proposte, i vincoli e i fondi
La proposta è consentire le attività organizzate all’aperto dal 18 maggio e i centri estivi tradizionali dal mese di giugno. Per qualsiasi decisione, però, dovrà essere modificato il Dpcm del 26 aprile: quindi, il Governo dovrà dettare nuove regole e definire i protocolli di sicurezza da rispettare. E il Comitato potrebbe imporre dei paletti agli organizzatori, per scongiurare il rischio di contagio, tanto da disincentivarne la partenza, già frenata dai tempi stretti in cui bisogna adattare l’offerta.

Il «piano per l’infanzia», fortemente voluto dalla ministra Elena Bonetti, è frutto di un tavolo interministeriale a cui hanno partecipato Comuni, Province e Regioni. In parallelo il Comitato dovrà anche esprimersi sulla richiesta di riaprire a giugno i servizi educativi 0-6 anni, cioè asili nido e scuole materne, su cui è atteso anche il parere del ministero dell’Istruzione.

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