domenica 14 giugno 2020

Multata per aver abbracciato il figlio. Multa di 400 euro alla mamma



Vicino a Bibbiano. Prima le tolgono il
bambino perché lei lavora troppo, poi dopo 4 mesi senza vederlo, osa abbracciarlo: l’operatrice della coop preferita dal Pd la denuncia e la fa multare perché “ha violato il DPCM di Conte”.
A Reggio Emilia, siamo molto vicini a Bibbiano, una mamma alla quale da alcuni anni i Servizi sociali del Comune hanno tolto il figlio di 9 anni è stata multata di 400 euro: ha baciato il figlio.

Un’educatrice di una cooperativa che presenziava agli incontri protetti tra i due l’ha denunciata. I carabinieri, giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che notificare alla mamma 400 euro di multa, ma 280 se pagati entro un mese.

La vicenda è stata denunciata da Elisa Fangareggi, presidente di Time4life, una fondazione che si occupa di bambini in condizione di povertà sociale ed economica: «Da ragazza madre aveva soltanto chiesto aiuto ai Servizi ha spiegato la Fangareggi alla Nuova BQ – perché non riusciva a conciliare la cura del bambino con i turni di lavoro. Sulla base di una presunzione di inadeguatezza, il bambino le è stato tolto». Capito?

 Questi non vedono l’ora di togliere i figli ai genitori e affidarli alle coop: è il business che tiene il Pd in piedi in Emilia.
E ora, ‘grazie’ alla dittatura sanitaria, la mamma rischia di non poter partecipare neanche più agli incontri protetti che si svolgono una volta alla settimana.

Appena iniziato l’incontro dopo 4 mesi di incontri virtuali in video conferenza, mamma e bimbo si sono abbracciati e baciati. L’educatrice è intervenuta pretendendo il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine. Dopo aver cercato di impedire il contatto tra mamma e figlio ha chiamato l’Arma. L’educatrice è in forze ad una cooperativa, che ha in custodia il momento degli incontri protetti tra la mamma e il figlio, dato in affido ad una famiglia della zona. Si tratta della Dimora d’Abramo, la famigerata coop già assurta agli onori della cronaca per aver mandato alcuni clandestini richiedenti asilo alla Festa dell’Unità come lavapiatti. 

E non solo: vincono sempre i bandi per accogliere i ‘richiedenti asilo’ in quella zona.
“Ciò che più mi indigna – prosegue la Fangareggi – è constatare come sia più importante una più che discutibile premura di tipo sanitario al favorire l’affetto tra una madre e un figlio in una situazione di grande sofferenza e privazione protrattasi nel tempo. Che cosa è più importante? Tutelare il bambino da un remoto rischio di contrarre il Covid, che secondo la scienza è bassissimo, quasi inesistente o favorire il rapporto tra una mamma e il suo bambino?”.

Dobbiamo andarli a prendere. Non esiste stare in Parlamento e fare ‘opposizione’ a questa roba qua. Questa non è politica, come ha detto monsignor Viganò è lo scontro tra Bene e Male.

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