venerdì 10 luglio 2020

Mamma non abortisce il suo bimbo affetto da gastroschisi: il piccolo Jesse è nato e sta bene


Jesse è  un bimbo nato per miracolo. Il piccolo doveva essere abortito quando la
madre ha scoperto che il feto era affetto da gastroschisi. La donna ha però deciso di farlo nascere e il piccolo, ora, potrà vivere
Sami Jo Quinn e il suo compagno Luke Robinson (36 anni) sono stati investiti da una doccia gelata quando i medici hanno comunicato loro che il figlio che aspettavano non sarebbe sopravvissuto.
La coppia, che vive nel Galles del Nord, ha scoperto alla 14esima settimana di gestazione che il feto che Sami portava nell’utero era affetto da gastroschisi. La gastroschisi è un difetto della parete addominale che non consente la corretta chiusura dei muscoli e della pelle dell’addome: difetto che porta alla fuoriuscita degli organi addominali.
I medici  hanno consigliato alla donna di abortire proprio perché il piccolo avrebbe potuto non sopravvivere, ma Sami ha voluto sfidare la sorte e ha portato avanti la gravidanza. Jesse, così mamma e papà hanno deciso di chiamare il piccolo, è nato e oggi ha 19 settimaneper molti la sua vita è un miracolo.

Bimbo affetto da gastroschisi riesce a sopravvivere: la storia di Sami, di Luke e del piccolo Jesse

Sami Jo Quinn è una donna di 34 anni che svolge la professione di parrucchiera e vive in Galles insieme al suo compagno Luke Robinson (36 anni). La loro storia, che è finita sui giornali perché è una storia terribile ma anche bellissima, è iniziata quando i medici hanno dovuto dare loro una notizia bruttissima.
Sami era incinta di 14 settimane quando gli specialisti si sono accorti che il suo feto era affetto da gastroschisi, una condizione patologica che fa sviluppare le viscere all’esterno dell’organismo e non all’interno dell’addome. Sami, dunque, è stata messa di fronte alla realtà dei fatti: non interrompere la gravidanza avrebbe potuto significare dare alla luce un bambino che avrebbe potuto avere poche speranze di sopravvivere.
Questo perché la condizione del feto sarebbe potuta ulteriormente peggiorare: la gastroschisi avrebbe potuto portare a complicazioni cardiache che non sarebbe stato possibile notare prima della 28esima settimana di gestazione. Quando, cioè, sarebbe stato troppo tardi per intervenire con l’aborto.

Bimbo affetto da gastroschisi riesce a sopravvivere, dopo la nascita l’intervento correttivo

Il piccolo che è venuto alla luce si chiama Jesse. Appena 10 ore dopo la nascita è stato sottoposto a intervento chirurgico per correggere la condizione di gastroschisi.
Quando abbiamo scoperto quale fosse la situazione, ci siamo preoccupati del fatto che non sarebbe sopravvissuto. Ma volevamo dare una possibilità al nostro bambino. Sono così felice di aver continuato con la gravidanza. Sta andando molto bene ed è davvero un combattente“, ha detto Sami parlando del bimbo, che oggi ha 19 settimane di vita.
Non è stato tutto semplice perché dopo l’intervento Jesse ha avuto problemi che lo hanno portato al ricovero in terapia intensiva. Ora il piccolo sta bene e anche le sue cicatrici stanno diventando meno evidenti.
Sami ha anche raccontato i dettagli della terribile scoperta. Tutto è nato a causa di un’emorragia di cui la donna è stata vittima durante le prime settimane di gravidanza e che l’ha portata a fare degli accertamenti in ospedale.

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