mercoledì 5 agosto 2020

Bambino di 5 anni trovato con schiuma alla bocca,“quasi morto”, lo salvano i fratellastri



L’idea di mettere al mondo dei bambini mi fa davvero paura quando sento storie come
questa. Alcuni esseri umani sono così depravati che è impossibile capirli e, nonostante tutto quello che abbiamo fatto per arrivare dove siamo come specie, al mondo secondo me c’è ancora fin troppo orrore.

Chiunque ne dubiti può semplicemente leggere questa storia. Parla di un bambino che si chiama Jordan che nel 2014 – quando aveva soltanto 5 anni – è quasi morto. È importante notare fin dall’inizio che tutto ciò non è accaduto a causa di un terribile incidente o di una grave malattia.

No, per Jordan il pericolo è arrivato sotto forma di persone delle quali lui avrebbe dovuto fidarsi più di chiunque altro, le persone che dovevano assicurarsi che vivesse la vita migliore possibile: i suoi genitori.

Jordan è nato da una delle tante relazioni avute da suo padre. In totale aveva sette fratellastri, ma purtroppo è stato lui a ricevere la punizione peggiore di tutte da parte di suo padre, Brad Bleimeyer.

L’abuso è iniziato lentamente, ma è cresciuto in pochissimo tempo. Jordan veniva picchiato, malnutrito, attaccato verbalmente e anche preso in giro.

Bleimeyer e sua moglie Tammi hanno chiuso Jordan in un armadio sotto le scale in cui dalle pareti uscivano fili elettrici e chiodi. Il bambino ha tentato di fuggire più di una volta, ma la porta è stata chiusa a chiave per assicurarsi che rimanesse chiuso lì dentro a loro piacimento.
Due dei figli maggiori di Tammi, Cody e Allison Frank, sapevano come i genitori stavano trattando Jordan e sapevano che era sbagliato. Cody aveva soltanto 16 anni ma ha cercato di avvertire le persone di quel problema, anche se nessuno sembrava prenderlo sul serio.
Secondo The Sun, Cody ha spiegato: “La polizia è stata a casa nostra tantissime volte. Tutti gli agenti mi hanno detto che non potevano fare nulla. Gli insegnanti non erano certi di poter fare qualcosa, insomma nessuno poteva aiutarmi.

Ricordo che i poliziotti erano alla nostra porta d’ingresso e io ho chiesto loro di entrare per vedere cosa succedeva lì dentro, ma mi hanno detto che non potevano perché ero minorenne e non ero il proprietario della casa. Erano letteralmente a casa nostra e io stavo chiedendo aiuto, eppure non c’era niente che potessero fare.”
Cody però non si è arreso. Lui e sua sorella si sono fatti avanti per Jordan, nonostante venissero minacciati dai genitori e ricevessero punizioni fisiche e verbali per il loro comportamento.
Poi un giorno nel marzo 2014 Cody ne ha avuto abbastanza. È entrato nella “prigione” di Jordan e si è trovato di fronte una scena da incubo.

“Il giorno in cui ho aperto quell’armadio, Jordan era nella forma peggiore in cui l’avessi mai visto,” ha raccontato.

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