sabato 8 agosto 2020

Bonus casalinghe nel decreto di Agosto. Ecco cos'è.



Approvato dal Consiglio dei ministri il
decreto legge agosto. Ma è il «salvo intese tecniche»: testo ancora da mettere a punto

L’accordo
Dopo l’ennesima giornata di vertici e ritocchi, il consiglio dei ministri approva il decreto legge «Agosto», con un intervento complessivo da 25 miliardi di euro per sostenere un’economia in ginocchio causa pandemia. 

Il tutto a tarda sera, come al solito. E con un testo ancora da mettere a punto, come al solito. Per questo il via libera arriva con la nuova formula del «salvo intese tecniche». L’accordo politico c’è ma ci sono ancora alcune cose da verificare sui numeri e sulle procedure.

I nodi più stretti erano stati sciolti giovedì sera, in particolare quello sulla proroga per il blocco dei licenziamenti. Come previsto la data non è più uguale per tutti ma viene agganciata alla fine della cassa integrazione per le singole aziende, e quindi spalmata tra metà novembre e fine anno. 


A far ballare il testo fino all’ultima curva, e forse ancora nei prossimi giorni, è stato invece il denso capitolo bonus. Il Movimento 5 Stelle premeva per quello sui ristoranti, con il rimborso diretto del 20% del conto al cliente. Una parte del Pd premeva per estendere il meccanismo anche ad altri settori, dall’abbigliamento ai mobili. 

Raccontano che a un certo punto Roberto Gualtieri abbia perso la pazienza, parlando di assalto alla diligenza, immagine classica di ogni manovra. E in effetti, anche se siamo ad agosto e non a Natale, questo decreto vale proprio come una legge di Bilancio. Alla fine il ministro dell’Economia, insieme al premier Giuseppe Conte, ha chiesto a tutti di dare priorità a misure strutturali e non estemporanee. È questa la «rimodulazione degli interventi» di cui lo stesso Gualtieri ha parlato nella conferenza stampa alla fine della riunione di governo. 

Il bonus ristoranti, sul quale il Movimento 5 Stelle si era speso pubblicamente, è stato compensato con un anticipo del cashback, il piano di mini-sconti e lotteria degli scontrini riservato a chi acquista con carte di credito, bancomat e app. Sarebbe dovuto partire a gennaio del prossimo anno, si comincerà invece a novembre. Non è la stessa cosa, ma limita le perdite.


Sempre nel capitolo bonus resta quello per i ristoratori che acquistano prodotti del made in Italy, dal vino alla carne, che rischiano di non avere mercato anche per il calo dei consumi. Ma anche questo ha ballato almeno sulla dotazione che alla fine arriva a 600 milioni di euro. Al punto che la ministra per le Politiche agricole Teresa Bellanova, sponsor della misura, ha lasciato la clinica dove si trovava per una serie di accertamenti pur di partecipare alla seduta di Palazzo Chigi, che ha approvato anche la delega per la riforma del Csm. 

Regge anche il contributo a fondo perduto per i commercianti (e anche per i tassisti e gli Ncc) delle città d’arte, i capoluoghi che vivono di turisti stranieri, con presenze pari ad almeno tre volte i residenti. In tutto sono 29 città, da Venezia a Siena, passando per Urbino. La misura è stata voluta dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Ed è stata considerata non estemporanea perché non si tratta di uno stimolo ai consumi dagli effetti incerti ma dell’indennizzo parziale per un danno che invece, con lo stop del turismo internazionale, è invece più che certo.

Lo stop sui micro-bonus per i consumi ha fatto spazio al piano per il Sud, messo a punto dal ministro Giuseppe Provenzano, e che è entrato all’ultimo momento nel decreto. 

Il taglio dei contributi a carico delle aziende è del 30% e partirà già dal prossimo ottobre. Ma soprattutto, Bruxelles permettendo, dovrebbe restare in vigore fino al 2030 anche se con uno sconto che scende progressivamente. E, come dice lo stesso Gualtieri, «far ripartire il Sud significa far ripartire tutto il Paese».

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