sabato 1 agosto 2020

Lo strano e incredibile caso della bimba che diventa madre a 5 anni



Aveva appena 5 anni, 7 mesi e 21 giorni. E partorì. Sono
passati ben 80 anni da quel 14 maggio del 1939 quando Lina Marcela Medina Vásquez de Jurado diede alla luce il piccolo Gerardo, con parto cesareo. Ma il caso della piccola peruviana, al di là dei risvolti più inquietanti, ancora oggi desta stupore e perplessità non solo tra la comunità scientifica. 

Com’è stato possibile? Chi era il padre? Siamo di fronte a una bufala? Sembrerebbe di no. Anche se la sua storia, seppur documentata e verificata, lascia ancora a bocca aperta. Gli stessi genitori, davanti a quello strano rigonfiamento dell’addome, mai avrebbero potuto immaginare che si trattasse di una gravidanza. Tanto che, il primo pensiero fu quello di una forma tumorale e non certo che la figlia potesse portare in grembo il nipotino.

Tiburcio Medina e Victoria Loza, dopo un passaggio dallo sciamano del villaggio, portarono Lina all’ospedale San Juan de Dios di Pisco per una visita di controllo. E lì, la diagnosi. Scioccante: Lina era incinta di 7 mesi. Troppo incredibile per fidarsi di un primo parere. Tanto che il dottor Gerardo Lozada, che l’aveva presa in cura, decise di fare ulteriori analisi all’ospedale di Lima. 

Ma, la sconvolgente diagnosi non cambiò e fu confermata. Incinta. Un mese e mezzo dopo quella prima visita, Lina partorì con il taglio cesareo per via del bacino acora troppo piccolo. E non appena i medici eseguirono l’intervento, scoprirono che la bimba aveva già gli organi sessuali completamente maturi da pubertà precoce. Il piccolo, chiamato Gerardo, alla nascita pesava 2,7 kg ed era perfettamente formato.


Anche se fisicamente matura, Lina alla fine era solo una bambina che preferiva giocare con le bambole piuttosto che prendersi cura del bambino. Gerardo era alimentato da un’infermiera e venne allevato da uno zio, credendo che Lina fosse sua sorella. Venne a conoscenza della sua storia solo a 10 anni. 

Crebbe sano, ma a 40 anni perse la battaglia contro una malattia del midollo osseo. Non è mai stato confermato alcun legame tra la malattia e le circostanze della sua nascita. Gerardo è morto nel 1979.
Del padre del bimbo, nulla si sa: Lina, che oggi ha 85 anni, non ha mai rivelato chi fosse, né le circostanze del concepimento. Ma la vicenda fece scattare l’arresto del padre di Lina con l’accusa di violenza sessuale e incesto. L’uomo fu scagionato per insufficienza di prove. 

Le autorità dell’epoca avanzarono anche l’ipotesi che la bambina fosse stata costretta a partecipare a rituali indigeni in cui orge e violenze erano comuni. Ma nulla fu mai provato. E il mistero Lina lo porterà con sé nella tomba.

La vita di Medina proseguì e da adulta trovò lavoro come segretaria a Lima, nella clinica del medico che si prese cura di lei e della sua gravidanza. Il chirurgo le fornì un’istruzione e la aiutò ad assicurare a suo figlio la possibilità di frequentare le scuole superiori. E quando conobbe Raúl Jurado, Lina lo sposò ed ebbe da lui un secondo figlio nel 1972. Il caso di Lina fu documentato in dettaglio dal dottor Escomel sulla rivista medica “La Presse Médicale”, il quale spiegò come i segni della pubertà erano comparsi tempo prima: menarca a otto mesi di età (ma secondo altre fonti a due anni e mezzo), e seni sviluppati già a quattro anni. 

A cinque, la bambina presentava un ampliamento del bacino e una maturazione ossea avanzata.
Il suo caso destò più curiosità che solidarietà. Divenne “una notizia internazionale” e iniziò ad attirare attenzioni da diverse parti del mondo. Qualcuno, si racconta, arrivò ad offrirle mille dollari a settimana e il pagamento delle spese necessarie perché Lina e il figlio comparissero all’esposizione della Fiera Mondiale di New York. 

Qualche proposta più degna ci fu, ma alla fine Lina e il suo caso vennero abbandonati alla loro sorte. Tanto che Lina abita ancora nel quartiere di Chicago Chico, una zona povera e con un alto tasso di criminalità.
Anche se negli anni alcuni esponenti della comunità scientifica hanno espresso dubbi, la gran parte di medici, tra cui alcuni esperti dell’American College of Obstetricians and Gynecologists, ha confermato la gravidanza, sulla base di biopsie, raggi X dello scheletro fetale nell’utero e fotografie. Una di queste, fu scattata agli inizi di aprile del 1939, quando la bambina era incinta di sette mesi e mezzo: ritrae la bambina nuda, di profilo, in piedi, con le mani incrociate dietro la schiena, evidenziando in maniera inconfutabile l’estensione del ventre e i seni sviluppati. 

Una storia che pone di fronte alle infinite possibilità di madre natura, tanto vera quanto incredibile poiché di casi simili se ne sono scoperti diversi, ma mai erano arrivati ad una età così tenera. Ancora oggi molti la considerano una leggenda metropolitana, ma sta di fatto che negli anni la vicenda, ripresa da molte autorevoli testate, non ha mai avuto alcuna smentita ufficiale.

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