lunedì 17 agosto 2020

Scuola, i presidi: una stanza in ogni istituto per i casi sospetti





Per la riapertura delle scuole «speravamo di poter contare di più sul distanziamento e invece i banchi monoposto promessi innumerevoli volte arriveranno a ottobre e non si sa nemmeno quando di preciso». 




Lo spiega Andrea Giannelli, presidente dell'Anp (Associazione nazionale presidi, in un'intervista al Quotidiano nazionale. Intanto tra le misure previste dalle linee guida dell'Anp per l'apertura dell'anno scolastico 2020-2021 c'è quella di predisporre un locale interno ad ogni istituto scolastico per l'accoglienza degli eventuali casi sintomatici di coronavirus o sospetti. 



«Della vicenda dei banchi ci sono rimasto molto male - spiega - ci era stato garantito dal commissario Arcuri che per l'inizio della scuola ci sarebbero stati e invece, dopo tante rassicurazioni, scopriamo che non solo arriveranno a ottobre, ma anche che tutto sommato non fa niente, che il distanziamento di un metro tra gli alunni seduti al banco può essere anche mantenuto per qualche mese in attesa dei nuovi arredi. A che punto siamo con il reperimento delle aule? Volendo fare una stima molto grossolana, possiamo dire che ad oggi al Nord sono stati trovati quasi tutti gli spazi, al Sud no. Diciamo che a occhio ci sono ancora diecimila aule da individuare», conclude Giannelli.





Scuola, i presidi: senza distanziamento si dovrà tenere la mascherina
«Un rientro a scuola ordinato in costanza di epidemia è difficile, ma sono fiducioso che tutti i ragazzi torneranno a scuola il 14 settembre. Stiamo producendo il massimo sforzo, ma deve essere chiara una cosa: se non sarà possibile il distanziamento in classe dobbiamo essere tutti convinti che a scuola si dovrà tenere la mascherina - aggiunge Giannelli - Certo, tenere la mascherina sarà una fatica in più, ma in alcune situazioni questa sarà l'unica arma di difesa. L'alternativa è non riaprire, ma questa è un'ipotesi che nessuno vuole prendere in considerazione. 






In caso di contagio valutazione la chiusura con la Asl. «Se ci sarà un caso positivo all'interno di una scuola bisognerà valutare la chiusura dell'istituto solo di concerto con l'autorità sanitaria, cioè la Asl, e dopo avere valutato le circostanze. Non ci possono essere regole generali nè ci si può affidare esclusivamente a parametri numerici» , spiega Giannelli. 

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