sabato 15 agosto 2020

Viviana Parisi aveva le scarpe pulite: «Impossibile abbia scavato una fossa». La nuova ipotesi: lei e Gioele aggrediti da due rottweiler





Erano «solo un pò graffiate» ma «ancora abbastanza pulite» le sneakers che indossava Viviana Parisi, la deejay di 43 anni trovata morta, lo scorso 8 agosto, nei boschi di Caronia (Messina). 




Ecco perché gli investigatori che indagano sulla morte della donna e sulla scomparsa del figlio Gioele di 4 anni, ritengono, come apprende l'Adnkronos, che Viviana Parisi non abbia fatto molta strada nei boschi, dopo essere scesa dalla sua auto, in seguito all'incidente avvenuto sulla A20 Messina-Palermo, in una galleria. Non solo. Come avrebbe potuto scavare una fossa per seppellire il bambino senza sporcarsi o graffiarsi le scarpe? Se anche la pista dell'omicidio-suicidio fosse tra quelle seguite dalla Procura di Patti, gli investigatori si chiedono come mai avesse le scarpe pulite. Una era al piede e l'altra a poca distanza.



Altre risposte gli investigatori le attendono dalle unghie della donna, e dal rapporto dei medici legali. Cosa c'era sotto le unghie? Gli occhi degli investigatori sono puntati ancora sull video principale registrato da una telecamera di sorveglianza. E la registrazione conferma la presenza in auto del piccolo, vivo, con la mamma al volante, a Sant'Agata di Militello. Tutto questo appena una decina di minuti prima del suo passaggio al casello dell'A20. «Dal video di Sant' Agata di Militello si capisce che Gioele era vivo», ha detto il Procuratore capo della Repubblica di Patti Angelo Vittorio Cavallo. «Si vede la faccia e si vede che è vivo, l'immagine è chiara - ha aggiunto -. E questo rende quantomeno più fondata l'ipotesi che nell'incidente stradale il bambino fosse con la madre. Parliamo di ipotesi, perché resta comunque un "buco" di 10 minuti». 





Ci sono anche altri video al vaglio degli inquirenti. Si tratta telecamere di diverse attività commerciali ed edifici privati. Gli inquirenti sperano che i video aiutino le indagini. Soprattutto sul tragitto fatto dalla donna. La donna era diretta alla Piramide della Luce di Motta d'Affermo? Perché negli ultimi tempi aveva manifestato il desiderio di andarci. Poi in autostrada, sulla Messina-Palermo, nella galleria Turdo, Viviana ha tamponato un mezzo di operai. Ma già prima dell'incidente andava a zig-zag, come confermano ambienti giudiziari all'Adnkronos. Perché? La inseguiva qualcuno? Una delle ipotesi è che nell'impatto il bambino sarebbe morto, ma è solo una ipotesi remota «perché - spiegano gli investigatori - l'incidente è stato lieve, difficilmente avrebbe potuto provocare la morte del bambino. Anche se non è escluso». Intanto, da dodici giorni oltre 70 soccorritori sono alla ricerca del bambino. Tra cui i cacciatori di Sicilia che di solito cercano latitanti pericolosi. Ma di Gioele non c'è alcuna traccia.





Si aggiunge una nuova ipotesi sulla morte di Viviana Parisi e la scomparsa del figlio Gioele di 4 anni. Come si apprende da ambienti giudiziari, si indaga su una possibile aggressione del bambino e della donna da parte di uno o due molossoidi, forse Rottweiler, che sarebbero stati visti nella zona. Dall'autopsia è emerso che sulla gamba della donna c'erano dei morsi di animale, ma per sapere di che tipo di animale si tratta bisogna attendere il risultato delle analisi dei medici legali. Le ipotesi sono diverse. «Forse Viviana dopo avere scavalcato il guardrail è stata sorpresa dai cani che avrebbero aggredito il bambino, che gridava per la paura - spiega un investigatore - la donna ha provato a difendere il figlio ed è stata azzannata a una gamba. Chissà». Ma sono solo ipotesi al vaglio degli inquirenti. Cosa è accaduto dopo è ancora un giallo. Forse è salita sul traliccio per chiedere aiuto per il piccolo Gioele, o per scappare dai cani. È tutto avvolto nel buio. Intanto gli inquirenti hanno sentito il proprietario dei cani, ma quanto emerso è ancora top secret. E le indagini proseguono. 

Nessun commento:

Posta un commento

Trapianto su un bimba di 17 mesi affetta da leucemia e positiva al Covid

  Una bimba di 17 mesi, risultata positiva al Covid e affetta da una grave forma di leucemia, è stata sottoposta a un trapianto.