martedì 1 settembre 2020

Batterio killer in ospedale, 4 bambini morti: era annidato nel rubinetto dell'acqua. Zaia: relazione inviata a Procura




Sarebbe stato annidato in un rubinetto dell'acqua utilizzata dal personale della Terapia intensiva neonatale dell'Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona il Citrobacter, batterio che sarebbe stato la causa della morte di quattro bambini tra la fine del 2018 e quest'anno, e che ha indotto i responsabili sanitari alla sua chiusura. 



È la conclusione a cui giunge la relazione di una delle due commissioni nominate dalla Regione Veneto.



Si tratta della cosiddetta «commissione esterna», coordinata da Vincenzo Baldo, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all'Università di Padova. Un'altra relazione, che sarà consegnata alla Prociura della repubblica di Verona, è composta da membri interni all'amministrazione regionale. Secondo le conclusioni della commissione esterna, il Citrobacter avrebbe colonizzato il rubinetto probabilmente a causa di un mancato o parziale rispetto delle misure d'igiene; un altro errore potrebbe essere stato di ricorrere all'acqua del rubinetto e non ad acqua sterile. I primi controlli da parte dei vertici dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Verona erano stati avviati a gennaio poi erano stati interrotti a causa dell'emergenza Coronavirus.
L'intero reparto di Ostetricia - Punto nascite, Terapia intensiva neonatale e Terapia intensiva pediatrica - è stato riaperto oggi, dopo che il 12 giugno scorso il direttore generale dell'Aou veronese, Francesco Cobello, ne aveva disposto la chiusura, procedendo alla totale sanificazione degli spazi.
 

Batterio killer, Zaia: relazione sarà inviata alla Procura

«Ho ricevuto la relazione sul caso del batterio Citrobacter all'Ospedale della Donna e del Bambino di Verona da parte della Commissione ispettiva che ho fatto attivare a suo tempo, presieduta dal Professor Baldo dell'Università di Padova». Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, interpellato dall'ANSA. «Ho dato disposizione al segretario regionale della Sanità Mantoan -prosegue- che tale relazione venga inoltrata alla Procura della Repubblica e resa disponibile per l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e per i famigliari dei bambini colpiti dal batterio, in modo che possano conoscere gli esiti fin da subito». 

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