giovedì 15 ottobre 2020

Lucia, uccisa di botte durante il lockdown: arrestato il compagno. Il medico disse: «Calcoli renali»


 


Lucia Caiazza aveva 52 anni: morì quasi nel pieno del lockdown, a metà maggio scorso. 



Per la sua morte è stato oggi arrestato il compagno di Lucia, accusato di omicidio preterintenzionale: per la Procura di Napoli Nord, che coordina le indagini, sarebbe stato Vincenzo Garzia, 47 anni, a picchiarla selvaggiamente fino a farla morire, e non avrebbe invece perso la vita per le conseguenze di un incidente stradale, avvenuto peraltro un mese prima del decesso.


Lucia sarebbe invece morta per colpa delle botte sferrate dal compagno, durante il lockdown: un vero incubo, la reclusione in casa, per le tante donne che sono vittime della violenza dei mariti e fidanzati tra le mura domestiche. ucia lo scorso 14 maggio morì all'ospedale di Frattamaggiore (Napoli), dov'era giunta due giorni prima in preda a forti dolori all'addome. Inizialmente il decesso venne messo in relazione a un incidente stradale, avvenuto l'11 aprile, mentre era in auto con la sorella.


Il medico di base al quale la donna (che non denunciò mai le violenze) si era rivolta a causa dei dolori sospettò che si trattasse di calcoli renali, invece, anche alla luce dell'esame autoptico, è emerso che il decesso è riconducibile alla lacerazione traumatica della milza. Per gli inquirenti a provocare quel trauma sarebbero stati i calci sferrati dal compagno 47enne. La dinamica dei fatti è stata ricostruita dagli investigatori attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche e anche attraverso le dichiarazioni persone informate sui fatti. 

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