domenica 15 novembre 2020

Bimbo di 6 anni guarisce dalla leucemia e dall’epatite C: storia di successo da Napoli


 


Un piccolo arrivato dal Venezuela a Napoli con la leucemia ha dovuto fare i conti anche con l’epatite C, curata con un farmaco innovativo.

Una straordinaria notizia, nel pieno della pandemia da Coronavirus, arriva da un ospedale italiano dove un bimbo di soli 6 anni è guarito dall’epatite C grazie all’utilizzo di un farmaco innovativo. È successo a Napoli dove il piccolo sudamericano, di nazionalità venezuelana, aveva contratto la patologia durante il percorso di cura per debellare la leucemia. Una rete di esperti si è messa in modo per intervenire celermente, preoccupati dalla pericolosità che l’infezione può avere su un bimbo già colpito da una grave malattia: il rischio era infatti quello di compromettere seriamente il fegato nel periodo pre e post trapianto di cellule staminali. Un’equipe dell’Epatologia Pediatrica dell’Azienda ospedaliera universitaria ha messo a punto un adeguato percorso terapeutico, avviato all’Università Federico II con il coordinamento del professor Raffaele Iorio.


Il piccolo si trovava a Napoli da due anni, quando era arrivato dal Venezuela (doveva aveva ricevuto una diagnosi di leucemia linfoblastica acuta) per curare un tumore al sangue. Ed era stato affidato alle cure degli ematologi dell’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon che per sconfiggere la patologia a rapida progressione avevano proposto un trapianto di cellule staminali. Un’infezione da virus dell’epatite C, contratta nel corso delle cure effettuate per debellare la leucemia, rischiava però di compromettere il fegato del piccolo. Da qui il difficile iter per sostenere la fattibilità di un trattamento farmacologico utilizzando l’antivirale sofosbuvir-ledipasvir. 



Percorso non facile considerato che l’utilizzo dei nuovi farmaci antivirali per l’epatite C è autorizzato dall’età di 12 anni. Il Comitato Etico ha dato la sua approvazione ed a quel punto con il contributo di Fabiola Di Dato, specialista in pediatria e dottoranda di ricerca, la casa farmaceutica è stata contattata e ha fornito gratuitamente il farmaco. Ma nel frattempo si rende necessaria l’operazione per il trapianto di staminali, effettuato dagli ematologi mentre il virus dell’epatite C continua a replicarsi. A quel punto, e nel periodo più difficile del lockdown, sono intervenuti i medici della Federico II che hanno somministrato avviato una terapia di dodici settimane per la cura dell’epatite C. Risultato: entrambe le malattie sono state sconfitte ed il piccolo oggi sta bene ed è pronto per rientrare in Venezuela.

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