venerdì 13 novembre 2020

Condannata a 30 anni la mamma del piccolo Gabriel, che lo uccise e poi simulò un incidente


 


È stata condannata a 30 anni di carcere Donatella Di Bona, madre del piccolo Gabriel Feroleto, che un anno e mezzo fa finse di essere stata vittima di un incidente accusando un pirata della strada della morte del figlioletto di appena due anni. 




Ma successivamente era crollata e aveva confessato l'omicidio, tirando in ballo anche il papà del bambino. Donatella, 29enne di Piedimonte San Germano (Frosinone) è stata condannata dal gup del Tribunale di Cassino, Domenico Di Croce, davanti al quale si è celebrato il processo col rito abbreviato.


 

Come racconta il quotidiano Il Messaggero Donatella, che era collegata in videoconferenza dal carcere di Rebibbia - dove è rinchiusa da aprile 2019 - ha vissuto a distanza una giornata di attesa per una sentenza durissima. Il piccolo Gabriel morì il 17 aprile 2019: la donna era in auto in una stradina di campagna in località Volla, insieme allo stesso Gabriel, che faceva i capricci perché voleva tornare a casa. Per questo, secondo quanto accertato nel processo, la mamma aveva avuto un attacco d'ira e lo aveva soffocato fino a ucciderlo.




Inizialmente Donatella aveva affermato di essere stata investita da un'auto: ma incalzata dai carabinieri, aveva prima confessato l'omicidio, poi - dopo qualche settimana - aveva coinvolto anche Nicola Feroleto, dicendo che in auto con lei c'era anche lui, versione che però quest'ultimo ha sempre contestato. «Se ci fossi stato glielo avrei impedito», le parole del 49enne papà. Il piccolo Gabriel, come accertato dalla consulenza medico legale, morì per soffocamento meccanico attraverso la chiusura del naso e della bocca.



 

Donatella Di Bona, finita a giudizio per omicidio volontario aggravato, rischiava prima l'ergastolo, ma con la riduzione prevista col rito abbreviato la pena richiesta dai pm è stata di 30 anni, accolta dal gup. La difesa della donna chiedeva una pena minore appellandosi al fatto che la donna aveva confessato e raccontato la sua verità. Il papà del bambino, Nicola, è invece a processo con rito ordinario davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Cassino, spiega Il Messaggero: l'accusa è sempre di omicidio aggravato. La sentenza è attesa per venerdì 20 novembre.

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