martedì 22 dicembre 2020

Neonata morta prima del parto, la mamma disperata dice: Mia figlia stava bene e adesso devo farle il funerale






Maria era alla sua  terza gravidanza e ha perso la sua bimba. In lacrime dice: " mia figlia stava benissimo, ero pronta  a darle il mondo e ora devo farle il funerale".

Vuole giustizia perchè nel 2020 non si può morire così.


Dopo la sua denuncia il procuratore ha disposto il sequestro della cartella clinica e avviato le indagini su sei persone, medici e infermieri dei reparti di ginecologia e ostetricia dell'ospedale di Crotone. Il reato sarebbe quello di omicidio causa medica. Gli indagati sono due medici, due ostetriche e due infermieri che si erano occupati di Maria arrivata in ospedale alla 42° settimana di gravidanza.

Dopo aver effettuato il primo tracciato non si erano riscontrati problemi alla bambina. In serata fu effettuato un secondo tracciato a seguito del cambio turno delle ostetriche durato più di 2 ore che ha rilevato il battito bradicardico della bambina. Durante la notte Maria si rivolse alle ostetriche perchè sentì che c'era qualcosa che non andava, ma nessuno la visitò. Alle 4 di notte nuovamente una richiesta di aiuta da parte della donna dove la venne sottoposta al taglia cesareo.


Al risveglio, però, ha saputo che la bambina era morta. Secondo la denuncia della famiglia i ritardi nell'eseguire gli esami, nonostante le richieste della puerpera che ha due figli di 9 e 7 anni e sentiva che qualcosa non andava, avrebbero causato la morte della bambina. Stamani è stata eseguita l'autopsia a cui hanno partecipato anche i periti nominati dagli indagati. L'esame è stato eseguito dal medico legale Isabella Aquila che si è presa 60 giorni per il responso.

 

Maria, in lacrime, ha raccontato la sua tragica esperienza: «Dopo il secondo tracciato, le ostetriche si erano date il cambio turno. Avevo sentito due di loro discutere, una diceva: "Dobbiamo portarla in sala operatoria?". Il battito della mia bambina era evidentemente accelerato, ma dalle 20.40 all'1.15 non sono stata sottoposta a nessun controllo. Il dolore e le contrazioni erano troppo forti, sono andata da un'ostetrica che forse stava dormendo e mi ha visitato solo per pochi secondi. Alla fine, dopo aver chiesto di nuovo aiuto, mi hanno fatta salire sul lettino e solo lì si sono accorti che la bambina era sofferente. Mi hanno portato in sala operatoria, mi hanno messo la mascherina e al risceglio mi hanno detto: "Signora, la bambina non ce l'ha fatta". Alla fine, senza dirmi nulla e senza neanche visitarmi, mi hanno dimessa con la cannula ancora attaccata al braccio. Non è possibile che accadano queste cose nel 2020, e purtroppo ciò che è accaduto a me potrebbe accadere a chiunque».

 

Antonio Cozza, l'avvocato che assiste Maria e la sua famiglia, ha dichiarato: «Quello di Crotone non è un caso isolato, il Ministero deve intervenire con un'ispezione. L'autopsia è già stata svolta, siamo praticamente nel 2021 e non si può pensare che una donna incinta si rechi in ospedale con delle contrazioni senza essere monitorata e attenzionata per sette ore. Ora chiediamo aiuto noi alle istituzioni: vanno accertate le responsabilità, non può esserci un simile pericolo per chi nasce a Crotone».

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