mercoledì 10 febbraio 2021

Dal 1° Luglio è possibile richiedere l'assegno unico per i figli (dalla gravidanza fino a 21 anni)





L’assegno per le famiglie con reddito medio-basso potrebbe aggirarsi tra i 200 e i 250 euro per ciascun figlio.

Compresi i maggiorenni ancora a carico fino a 21 anni di età



L’assegno unico per i figli sarà operativo dal 1° luglio 2021. Dopo aver incassato l’approvazione unanime alla Camera, infatti, il provvedimento ha iniziato il 13 ottobre scorso l’iter al Senato, ma è un viaggio lungo perché essendo un disegno di legge delega, per stare in piedi con le sue gambe dovrà prima trovare sostegno nei decreti attuativi.
«Sono richiesti dei tempi tecnici», ha chiarito la ministra per la Famiglia Elena Bonetti, «per quanto anticipiamo la scrittura, il testo dovrà raccogliere il parere dei ministeri e passare al vaglio della Corte dei conti». 

L’obiettivo della misura è concentrare in un’unica soluzione i vari aiuti per la famiglia che tra assegni, bonus e detrazioni, negli anni hanno disperso le risorse in tanti rivoli. Secondo le prime simulazioni, gli importi degli assegni oscilleranno tra i 50 euro e i 250 euro circa al mese per ogni figlio a carico e con un’età inferiore ai 21 anni (a scendere fino al settimo mese di gravidanza).
Un unico assegno che però il governo vuole rinforzare. 

Nel 2021 saranno 3 miliardi, con copertura nella legge di Bilancio, che saliranno nel 2022 a 6 miliardi di euro, andando così a regime. A tutto questo va aggiunto il fondo ad hoc per l’assegno unico per i figli, istituito lo scorso anno, e i 15 miliardi che rimangono dalle altre misure a sostegno della famiglia finora attive e che confluiranno nell’assegno.
Ma vediamo più nel dettaglio chi ha diritto all’assegno e come si calcolerà l’importo.


A chi è rivolto l’assegno unico per i figli?

L’assegno unico sarà rivolto a tutti i cittadini italiani, a quelli dell’Unione europea e agli extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, di lavoro o di ricerca, residenti in Italia da almeno due anni anche non continuativi e, naturalmente, con figli a carico (dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età). Il sostegno non sarà solo per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati. Nella misura rientreranno anche gli autonomi, i liberi professionisti e i disoccupati.

I figli maggiorenni danno diritto all’assegno unico?

Come detto, il limite di età per accedere al contributo è 21 anni (e non 18). Al momento, si parla della possibilità di corrispondere l’assegno direttamente ai figli con età compresa tra 18 e 21 anni. I figli maggiorenni però avranno un assegno ridotto rispetto a quelli minorenni e dovranno rispondere a determinate condizioni: essere iscritti all’università o a un corso di formazione scolastica o professionale.


Avranno diritto all’assegno anche i figli con età compresa tra i 18 e i 21 anni che stanno svolgendo il servizio civile universale, un tirocinio o un’attività lavorativa limitata che assicuri un reddito molto basso (il cui tetto non è però stato ancora fissato). Rientrano nella categoria anche i ragazzi under 21 disoccupati e in cerca di lavoro.

Come si calcola l’assegno unico per i figli?

Al momento si profilano due possibilità per la famiglia beneficiaria della misura: scegliere di ricevere l’assegno oppure ottenere un credito d’imposta.


Per quanto riguarda l’ammontare dell’assegno, l’importo sarà composto da una quota fissa e da una variabile. Quest’ultima verrà calcolata in base al numero dei figli presenti in famiglia e alla loro età, tenendo anche conto del coefficiente Isee.

A quanto ammonta l’assegno unico per i figli 2021?

L’improto dell’assegno unico per ciascun figlio under 21 e ancora a carico sarà la somma di una parte fissa (al ministero parlano di 10-100 euro) e di una parte variabile a seconda della situazione economica della famiglia. Quest’ultima quota, probabilmente, verrà azzerata per le famiglie che supereranno i 50-60 mila euro di Isee. 

Dunque, una famiglia con reddito medio-basso potrebbe arrivare a prendere un assegno di 200-250 euro per ogni figlio.
Inoltre, a partire dal terzo figlio in su, l’assegno verrà maggiorato (si parla di un + 20%), mentre i figli disabili avranno diritto di una maggiorazione tra il 30 e il 50%. La condizione di disabilità è permanente e dunque anche l’assegno avrà validità per tutta la vita, senza limitazioni d’età. Ancora non vi sono certezze su quanto ammonteranno le agevolazioni per le famiglie monogenitoriali.



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