domenica 27 giugno 2021

Donna incinta noleggia auto per commettere rapine violente: rischia l’accusa di omicidio


 


Una 30enne potrebbe essere accusata di omicidio dopo che una persona è rimasta uccisa in una violenta rapina. La donna avrebbe noleggiato auto di lusso usate per metterla in atto.


Avrebbe noleggiato una Cadillac, un’Audi e una Mercedes per poi utilizzarle allo scopo di commettere rapine. Per questo motivo la polizia di Houston ha accusato una donna di Baytown in relazione a diversi crimini violenti che hanno preso di mira le persone che facevano shopping e mangiavano nella zona della Galleria della città. Sarah Seay, 30 anni, è accusata di coinvolgimento in attività criminali organizzate oltre che di associazione per delinquere finalizzata a rapina aggravata, con l’aggravante del fatto che durante una rapina un uomo è rimasto ucciso. La cauzione della donna, incinta di 7 mesi e finita in tribunale venerdì scorso, è stata fissata dal giudice in 50mila dollari.



Secondo i documenti del tribunale, Seay ha usato l’app Turo per noleggiare auto di lusso che due fratelli, uno dei quali è il padre dei suoi figli, hanno usato per derubare le persone di centinaia di migliaia di dollari in gioielli, contanti e altri oggetti. Secondo gli investigatori i noleggi dei veicoli di lusso sarebbero collegati ad almeno quattro rapine a mano armata risalenti al 7 maggio e una sparatoria mortale lungo Lester Street il 27 maggio nella quale è morto Josh Sandoval, 28 anni.




Per mettere un freno alle rapine violente la polizia ha dovuto organizzare operazioni di sorveglianza e monitoraggio sotto copertura. Nel caso di Seay, il detective ha esaminato i contratti di noleggio e il monitoraggio dei veicoli per apprendere che le auto utilizzate erano sia nel suo appartamento che nei luoghi delle vittime di rapina. Gli investigatori ritengono che alle spalle di Seay vi sia una vera e propria organizzazione dedita a questo tipo di rapine e si stanno concentrando sulle indagini per identificare questi rapinatori violenti. La famiglia di Josh spera nell’accusa di omicidio anche nei confronti della ragazza, complice dei crimini efferati. “Gli ho tenuto la mano in ospedale e gli ho detto che avremmo trovato giustizia”, ​​ha detto la sorella della vittima, Aimee Castillo.

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