giovedì 15 luglio 2021

Somministrarono gas esilarante ad un neonato invece dell'ossigeno: il bimbò morì. La condanna è solo una multa


 


Dopo un'ora dalla sua nascita un neonato australiano è morto quando i medici gli hanno erroneamente sommministrato del gas esilarante al posto dell'ossigeno. 



Il protossido di azoto pompato nei polmoni del piccolo John Ghanem è stato fatale. Al Bankstown-Lidcombe Hospital di Sidney nel luglio del 2016 è avvenuta una tragedia che in pochi hanno dimenticato. A cinque anni dalla sua scomparsa, per quello che sarebbe dovuto essere il suo compleanno, un'inchiesta alla corte di Lindcombe ha stabilito che i tubi dell'ossigeno e del protossido di azoto in una delle sale operatorie erano stati erroneamente etichettati anni prima della tragedia. Quando, poi, furono collegati all'unità neonatale senza essere adeguatamente controllati, quel disguido di anni prima risultò fatale per il piccolo John.



L'inalazione del gas esilarante ha provacato la morte al neonato, ma anche un significativo problema cerebrale ad un'altra neonata quando è stata ventilata analogamente con il gas sbagliato. Un errore che avvenne due mesi prima della nascita di John e che quindi ha destato ancora più scalpore per la recidività dell'evento.



 

La madre di John, Sonya, aveva subito un cesareo d'urgenza per delle complicanze. Il neonato fu portato in un'area di rianimazione dopo che i medici hanno notato che il cordone ombelicale era rimasto avvolto attorno al collo del piccolo e che non stava respirando correttamente. 




 

A quel punto i medici hanno pompato quello che credevano fosse ossigeno puro nei piccoli polmoni di John, ma il cuore del neonato già affaticato non ha retto all'errato gas. L'errore è stato colto solo dall'intuizione di un medico dopo aver notato le somiglianze con alcuni casi simili. 




 

L'ingegnere Stuart Clifton, incaricato di indagare sull'incidente nel 2017, ha dichiarato all'inchiesta che lo scambio di gas sarebbe stato scoperto immediatamente se fossero stati eseguiti i test richiesti. «Il semplice fatto è che se avessero fatto i controlli adeguati, non sarebbe mai esistita questa inchiesta». Un test di identificazione del gas richiede meno di due minuti per essere completato. L'inchiesta continua, ma nel frattempo l'incaricato dei test specifici è stato multato per 100.000 dollari.

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