lunedì 7 ottobre 2019

Latte di mamma o latte artificiale? L'importante è non giudicare


Sempre sotto attacco

Alzi la mano chi durante l'allattamento – al seno o artificiale – non è mai stata più o meno


velatamente criticata, quando non proprio attaccata, per quello che stava facendo. È esperienza comune a molte mamme essere giudicate per il modo in cui nutrono il loro bambino.


Agli occhi degli altri spesso chi allatta al seno diventa in automatico una “talebana” della pratica, una fanatica della naturalità a ogni costo, ma anche una donna che sta viziando il figlio, impedendogli di crescere indipendente e autonomo (specie se parliamo di allattamento oltre l'anno ) o un'esibizionista se allatta in pubblico. Viceversa, chi usa formula e biberon è dipinta come una donna egoista, incapace di “sacrificarsi” per il figlio o che comunque non ci ha provato abbastanza, più interessata a tornare in fretta al lavoro o alla vita di prima che al nuovo bebè. Alla faccia del diritto alla libera scelta, che nel 2018 dovrebbe essere acquisito e invece evidentemente non lo è.

E attenzione: non solo questo fuoco di fila di giudizi non risparmia praticamente nessuna, ma viene anche da una pluralità di fronti. Gli operatori sanitari, per esempio: quelli del punto nascita ma anche medici di famiglia e pediatri, non sempre - tocca dirlo - adeguatamente formati e provvisti di giuste dosi di capacità di ascolto, empatia e tolleranza. E poi parenti, amici e amiche (con quelle battutine che, sotto sotto, lasciano intendere che ciascuna si sente in fondo migliore dell'altra), perfino sconosciuti incontrati al parco o al supermercato. Per non parlare di quello che accade sui social network, dove gli attacchi dei leoni da tastiera - in questo caso più facilmente leonesse - degenerano spesso in insulti e offese.

Ma perché tutta questa mania di esprimere giudizi sulle scelte delle altre donne, tutta questa violenza verbale nel farlo, ma anche tutta questa vulnerabilità nei confronti di tali giudizi? In fin dei conti, se è vero che non piace a nessuno essere criticati, è anche vero che basterebbe non farci troppo caso, e invece si finisce spesso con lo starci male, magari diventando a propria volta più aggressive e giudicanti. E come fare allora per difendersi dai giudizi indesiderati e in generale per provare a uscire da questo clima avvelenato?


I fattori in gioco sono tantissimi, da quelli più personali a quelli sociali e culturali, a partire dal fatto che viviamo in un momento in cui oggettivamente rispetto e tolleranza stanno diventando merce sempre più rara e in cui ogni scelta rischia di diventare ideologia, da difendere con le unghie e con i denti e da contrapporre ad altre scelte/ideologie in una battaglia senza esclusione di colpi (basti pensare a quello che accade con i vaccini).

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