lunedì 1 febbraio 2021

Uccide di botte la figlia del compagno di soli 14 mesi: «Era gelosa delle attenzioni che le dava il padre»


 



Uccide la figlia del suo compagno ma resta scioccata all'idea di poter essere condannata a morteT’Kia Bevily è stata ritenuta colpevole dell'omicidio della figlia del suo compagno, la piccola Jurayah Smith morta a soli 14 mesi nell'ottobre del 2017. La matrigna è stata ritenuta colpevole del delitto e potrebbe anche essere condannata alla pena capitale.



La donna non si aspettava il rischio di una pena tanto severa e si è opposta al provvedimento, continuando a ribadire la sua innocenza. T’Kia Bevily avrebbe ucciso la bambina approfittando dell'assenza del compagno, la piccola gli era stata affidata ma lei al posto di prendersene cura l'avrebbe barbaramente picchiata provocandole gravissime lesioni alla testa che non le hanno lasciato scampo. Pare che la donna fosse molto gelosa della bambina alla quale il suo uomo, secondo il suo giudizio, avrebbe dato troppe attenzioni.

 




La Bevily ora rischia la condanna a morte, ma a questa ipotesi la donna si è opposta considerando la pena eccessiva. La mamma dell'assassina continua a ribadire l'innocenza della figlia, spiegando che si tratta solo di una montatura e che non sarebbero state raccolte prove a sufficienza a dimostrare la colpevolezza. La mamma della bambina si è detta sollevata dal fatto che giustizia sia stata fatta.

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