lunedì 25 ottobre 2021

Bimba di 16 mesi calpestata dalla mamma e dalla compagna: è morta con gravi ferite all’addome


 


Una donna e la sua compagna sono sotto processo per le terribili ferite inflitte alla figlia di una delle due donne, ripetutamente aggredita nei mesi precedenti la sua morte.


Avrebbero aggredito fisicamente e ripetutamente una bimba di soli 16 mesi arrivando addirittura a calpestarla e provocandole ferite all’addome che potrebbero rappresentare la causa, o concausa del suo decesso. Per questo la madre di Star Hobson, la piccola deceduta nella sua casa di Keighley nel settembre 2020, e la sua compagna, si trovano ora sotto processo e rischiano una sentenza molto pesante. Dell’incidente avvenuto nel West Yorkshire si sta occupando la Bradford Crown Court: Frankie Smith, la madre della bimba, è stata processata con l’accusa di omicidio insieme alla compagna Savannah Brockhill. Alla giuria è stato mostrato un video nel quale le donne urlavano alla piccola mostrando, secondo quanto riferito dal procuratore Allstair MacDonald QC, che c’era un certo grado di crudeltà e un danno psicologico evidente inflitto alla bimba nelle settimane e nei mesi antecedenti la sua morte, nonchè aggressioni fisiche.


MacDonald ha spiecificato che i paramedici sono stati chiamati in un appartamento a Wesley Place e hanno scoperto il corpo di un bambino apparentemente senza vita, pallido e con indosso solo un pannolino usa e getta. La bambina è stata portata all’Airedale General Hospital, ma “la realtà è che le ferite subite da Star sono state così catastrofiche che non c’è mai stata alcuna reale possibilità di salvarle la vita”. È emerso inoltre che prima di telefonare ai soccorritori sono passati almeno 15 minuti nel corso dei quali su internet sono state fatte ricerche quali “come far uscire un bambino dallo schock” oppure “shock nei bambini”. Smith e Brockhill erano gli unici adulti nell’appartamento in quel momento, sebbene fossero presenti altri due bambini piccoli.



MacDonald ha spiecificato che i paramedici sono stati chiamati in un appartamento a Wesley Place e hanno scoperto il corpo di un bambino apparentemente senza vita, pallido e con indosso solo un pannolino usa e getta. La bambina è stata portata all’Airedale General Hospital, ma “la realtà è che le ferite subite da Star sono state così catastrofiche che non c’è mai stata alcuna reale possibilità di salvarle la vita”. È emerso inoltre che prima di telefonare ai soccorritori sono passati almeno 15 minuti nel corso dei quali su internet sono state fatte ricerche quali “come far uscire un bambino dallo schock” oppure “shock nei bambini”. Smith e Brockhill erano gli unici adulti nell’appartamento in quel momento, sebbene fossero presenti altri due bambini piccoli.


“È inconcepibile – ha aggiunto MacDonald – che qualsiasi madre possa aspettare 15 minuti per chiamare un aiuto professionale quando il loro bambino di 16 mesi mostra sintomi così gravi”. Escludendo inoltre che lesioni così gravi possano essere state provocate da un altro bambino: dall’autopsia è emerso inoltre che tali lesioni erano state provocate in momenti diversi e alcune erano riconducibili a pugni o calci all’addome. Oltre a fratture alla gamba destra causate da una forte torsione, rifatta anche mentre stavano guarendo, una frattura alla parte posteriore del cranio e lividi sul corpo “molti dei quali di origine non accidentale. Non c’era nessun accenno di amore per quella bimba”. Smith l’ha data alla luce nel maggio 2019, all’età di 18 anni e la relazione con il padre si è interrotta quando Star aveva 6 mesi; poco dopo la donna ha iniziato la sua relazione con Brockhill. Brockhill, 28 anni, di Hawthorn Close, Keighley, e Smith, 20, di Wesley Place, Halifax Road, Keighley, hanno negato di aver commesso l’omicidio.

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