venerdì 18 febbraio 2022

Bambino di 12 anni vittima di bulli da mesi si toglie la vita. La madre disperata: «Non sono riuscita a salvarlo»




Drayke Hardman era vittima di un bullo da mesi e lo sapevano tutti.

Lo sapevano i genitori, lo sapeva la scuola e gli amici. Eppure nessuno è riuscito ad aiutarlo. Così, dopo l'ennesimo episodio, il ragazzino, che aveva appena 12 anni, ha deciso di togliersi la vita. La terribile storia arriva dallo Utah, Stati Uniti.


Era un bambino solare e giocava a basket. Il giorno che ha deciso di suicidarsi però non è voluto andare agli allenamenti. Non se la sentiva, nonostante non ne avesse mai saltato uno. Qualche giorno prima era tornato a casa con un occhio nero, ma non aveva voluto fare la spia, forse per paura di ripercussioni. La sorella l'ha trovato agonizzante in camera sua. Nonostante i soccorsi, non c'è stato nulla da fare. É morto in ospedale mentre i genitori piangevano per lui fuori dalla sala operatoria. 


Il bullo che era stato sospeso. I genitori e la scuola avevano provato a parlargli, chiedendogli di smettere. Lui però è andato avanti. A Drayke gli psicologi avevano chiesto se avesse mai pensato al suicidio, ma lui aveva negato. 


I genitori hanno voluto parlare alla stampa per raccontare la storia e denunciare ancora una volta questa piaga che affigge milioni di ragazzini in tutto il mondo. 

«Questo è il risultato del bullismo. Il mio bel bambino stava combattendo una battaglia nella quale neanche io avei potuto salvarlo - ha detto la madre -. È reale, è silenzioso e non c’è assolutamente nulla che si possa fare per superare questo profondo dolore».



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