domenica 24 luglio 2022

Violenza sessuale sulla figlia di 10 anni, condannato. Ma la pena decisa dai giudici fa discutere


 


Ha tentato di stuprare la figlia di appena 10 anni, convinto di passarla liscia. 



A distanza di sette anni, è stato condannato, ma la pena decisa dai giudici fa parecchio discutere. Per l'uomo, infatti, è arrivata una condanna di due anni di carcere, grazie ad alcune attenuanti.



I fatti, risalenti all'estate 2015, sono avvenuti a Saragozza, in Spagna. L'uomo, la cui identità non è stata resa nota per tutelare la figlia, era separato da otto anni dalla moglie. La figlia, che all'epoca aveva 10 anni, passava tutti i fine settimana a casa del padre. Un sabato sera, l'uomo era rincasato visibilmente alterato dall'alcol e, di fronte alla figlia, aveva iniziato a pronunciare frasi sconnesse e insulti contro l'ex moglie. Per poi dire alla figlia: «Nessun ragazzo ti meriterà, mi prenderò io cura di te». E subito dopo, l'uomo iniziò a dare baci sul collo alla figlia, per poi accarezzarla nelle parti intime. La bambina aveva iniziato a gridare e a chiedere al padre di lasciarla in pace, e a quel punto l'uomo si era fermato e, in lacrime, le aveva chiesto scusa. Lo riporta il sito del quotidiano Heraldo de Aragón.



Da quel terribile giorno, la bambina non tornò più a casa del padre e lo vide solo nelle poche occasioni in cui l'uomo andava a far visita all'ex moglie. Inoltre, per quattro lunghi anni, la bambina aveva deciso di chiudersi in se stessa, senza rivelare a nessuno della violenza subita. Ma il peso della violenza era così difficile da sopportare che, crescendo, aveva iniziato ad avere comportamenti autolesionisti, problemi nel relazionarsi e alcolismo. La polizia, nel 2019, la trovò da sola in strada di notte e in evidente stato di ebbrezza. Portata a casa dalla madre, la ragazzina, che all'epoca aveva 14 anni, rivelò tutto: «Non voglio denunciare mio padre, ma lui ha abusato di me e io non voglio più vivere».




Nonostante la mancanza di una querela di parte, quella rivelazione spinse i magistrati a indagare sul caso, denunciando l'uomo. Quest'ultimo aveva negato ogni accusa, spiegando di essere vittima di un tentativo di manipolazione dell'ex moglie. Una versione che non ha mai convinto la magistratura, anche in base a quanto spiegato dalla vittima: la figlia dell'uomo, infatti, aveva sempre spiegato di non voler denunciarlo e di volergli ancora bene. E aveva anche riconosciuto che il padre, nel fare quel gesto così orribile, era ubriaco e gli aveva chiesto disperatamente perdono una volta resosi conto della gravità delle proprie azioni.



Alla fine, il tribunale di Saragozza ha definito «precisa, coerente, senza ambiguità né contraddizioni» la versione della vittima, che oggi ha 17 anni. L'uomo è stato condannato, ma la pena potrebbe far discutere: appena due anni di carcere, a fronte dei quattro chiesti dai pm. Tra le aggravanti c'è la violenza sessuale su minore e il diretto legame familiare tra l'imputato e la vittima, ma i giudici hanno considerato anche alcune attenuanti come lo stato d'ebbrezza e la riparazione del danno morale (2000 euro pagati in anticipo) richiesto dall'accusa. Nonostante la pena mite, il legale dell'uomo ha annunciato che farà ricorso contro la sentenza.

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