sabato 17 dicembre 2022

L'incubo di una bambina rom di 13 anni: «Costretta a prostituirsi dalla nonna, 400 euro per un'ora con lei»


 


Un incubo terribile, dal quale ha avuto il coraggio di uscire. 



Un coraggio enorme, perché la vittima di questa storia è una bambina di appena 13 anni, costretta a prostituirsi non da un aguzzino senza scrupoli, ma da una delle persone che più avrebbero dovuto tenere a lei e amarla, cioè sua nonna.



Accade a Roma, come racconta oggi il Corriere della Sera: la protagonista della vicenda è una tredicenne di etnia rom che all’epoca dei fatti, nel 2020, dopo la morte della mamma, aveva deciso di staccarsi dalla sua famiglia, studiare, leggere, vestirsi come le sue compagne di scuola, insomma diventare una normale adolescente. La nonna però non era d’accordo: per lei, 60enne, la nipote doveva vestirsi come da tradizione rom, con gonne lunghe, un velo sulla testa, niente jeans o gonnelline. E niente scuola, nonostante le sue lacrime in cui chiede di studiare perché ama leggere: nessuno in famiglia è diplomato o laureato, meglio lavorare.



Quale lavoro, però? Il più antico del mondo. Perciò la nonna, nell’attesa di darla in sposa per un matrimonio combinato quando avrà l’età per farlo, la costringe a prostituirsi: il primo ‘cliente’ è un signore adulto di una certa età, con cui è costretta a fare sesso con la nonna che “controlla” che non si ribelli. Per un’ora, ai clienti chiede 400 euro. La ragazzina però si ribella eccome, e va a denunciare la nonna, che viene arrestata e ora è sotto processo per maltrattamenti e induzione alla prostituzione minorile: la tredicenne ha invece trovato una famiglia che l’ha adottata e ha realizzato il suo sogno di leggere e di portare avanti i suoi studi.

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