lunedì 30 ottobre 2023

Morta dopo due giorni di agonia Etleva Bodi, la 31enne strozzata dal marito: i quattro figli sono stati affidati allo zio. Il fratello: «Voglio riportare il suo corpo in Albania»


 


Una famiglia distrutta dopo la morte della mamma e l'arresto del papà 


È stata dichiarata morta Etleva Bodi, la donna di 31 anni strozzata dal marito a Savona nella notte tra venerdì e sabato. La donna, madre di 4 figli, era stata ricoverata in condizioni critiche nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Paolo di Savona.



I medici hanno dichiarato la morte cerebrale ieri sera.

Il marito, arrestato, ora dovrà rispondere di omicidio. I bambini sono stati affidati ad uno zio.



Tutto è iniziato la notte tra venerdì e sabato, nella casa della coppia in centro a Savona: i due hanno prima bisticciano, poi la lite è sfociata in una violenta discussione. La moglie, 31 anni, si è chiusa in camera da letto e il marito, 42 anni, si è reso conto che la moglie stava parlando al telefono. La gelosia deve aver amplificato la rabbia all'infinito. Così l'uomo è entrato in camera, ha aggredito sua moglie e le ha messo le mani attorno al collo. E ha cominciato a stringere, a stringere forte finché non si è reso conto che la donna non respirava più. È stato in quel momento che ha lasciato la presa e ha chiamato un'ambulanza. Il personale medico sanitario subito inviato dal 118 ha tentato di rianimare la donna. Ed è ancora impegnato nelle manovre di rianimazione quando sono arrivati i carabinieri.


I militari hanno capito immediatamente cosa poteva essere successo in quell'appartamento, anche perché hanno trovato il marito della donna molto scosso e in preda alla disperazione. Una volta appreso dai medici che la donna è rimasta vittima di uno strangolamento, hanno deciso di chiamare subito il magistrato di turno, il sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro che ha assunto la direzione delle indagini. A lui e agli investigatori l'uomo ha ammesso di aver tentato di strozzare sua moglie e di aver smesso quando si è accorto che la donna non respirava più. Fortunatamente la 31enne ha ripreso i sensi e ha ricominciato a respirare autonomamente.



Quasi un miracolo quello dei soccorritori del 118 e il personale medico accorso nell’appartamento nel centro di Savona, chiamati proprio dal marito della donna, il 41enne Selami Bodi, anche lui di nazionalità albanese ma residente in Liguria. Sforzi che putroppo non sono

I medici avevano disposto l'immediato trasferimento all'ospedale savonese San Paolo dove ora si trova ricoverata in condizioni critiche. Il marito è stato trasferito negli uffici della Procura di Savona dove è stato sentito alla presenza del magistrato. Una volta rese le sue dichiarazioni, l'uomo è stato portato in carcere. Dovrà rispondere del reato di tentato omicidio.



«Rivolgiamo un appello a tutti gli albanesi e alle persone sensibili a questa disgrazia che ci è capitata affinché ci aiutino in ogni modo a portare in Albania il cadavere di nostra sorella e anche ad aiutarci in ogni modo per la riabilitazione che verrà fatta ai suoi 4 figli minorenni che ha lasciato». L'appello, lanciato attraverso una piattaforma di crowdfunding, è di Erjon Kanolja, fratello di Etleva Bodi, la donna di 31 anni di origine albanese e madre di 4 bimbi piccoli morta dopo esser stata strozzata dal marito Selami Bodi, operaio edile albanese di 41 anni, a Villapiana (Savona). «Un grave evento accaduto la sera del 27 ottobre a Savona, ha tolto la vita alla mia innocente sorella Etleva, rimasta vittima del marito e dei suoi malati episodi di gelosia - ha scritto Erjon - Quella sera mi ha avvisato mio nipote, che ha solo 13 anni: 'Zio, vieni prestò, è stato il suo grido».



«La polizia e le forze mediche hanno fatto del loro meglio per salvare la vita di mia sorella, ma lei non è riuscita a sopravvivere a causa del trauma. Ha lasciato 4 figli, il maggiore dei quali ha solo 13 anni - si legge nell'appello -. Tutti e 4 questi bambini sono ora nelle mani della giustizia italiana e del destino. Un evento del genere ci ha lasciato scioccati, incapaci di accettare la realtà. Un evento come questo ci ha ferito profondamente nell'animo e rimarrà un trauma eterno sia per noi che per i bambini che erano presenti sulla scena e nel momento del tentato omicidio. Per favore, aiutaci a portare il suo cadavere e a riabilitare questi 4 orfani».

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