martedì 2 gennaio 2024

Bonus 2024, dalle mamme lavoratrici al bonus spesa ecco i dettagli




Bonus 2024. Dalle mamme lavoratrici ai mobili, dalla Carta solidale per la spesa all'ex bonus Renzi.

Con la Manovra approvata, ecco quali sono incentivi, contributi e benefici che saranno attivi il prossimo anno. Tra quelli "nuovi" e quelli confermati, in alcuni casi con alcune variazioni.


Proroga del bonus sociale elettrico anche per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2024. La copertura di spesa è di 200 milioni, che saranno trasferiti alla Cassa per i servizi energetici e ambientali.


necessita, il provvedimento prevede nuove risorse per la carta "Dedicata a te" per chi ha un Isee pari o inferiore a 15mila euro. Il Fondo viene rifinanziato nel 2024 con 600 milioni di euro. Inoltre, «in considerazione del permanere di condizioni di disagio sociale ed economico», il Fondo per la distribuzione di generi alimentari alle persone indigenti viene inoltre incrementato di 50 milioni di euro.


Il bonus trasporti è stato confermato, ma con variazioni. Il contributo di 60 euro, destinato all’acquisto di abbonamenti ai mezzi pubblici e per il trasporto ferroviario, sarà limitato ai possessori della card sociale “Dedicata a te” con un Isee fino a 15.000 euro, rispetto ai 20.000 euro dell’anno precedente.


Per il 2024 è stato rifinanziato il bonus asili nido. Per i nuclei familiari con un minore di età inferiore a 10 anni e un Isee fino a 40.000 euro, nei quali nascerà un figlio, è previsto un aumento di 2.100 euro. In questo modo, il beneficio massimo passa da 3.000 a 3.600 euro.


Il bonus mobili resta ma depotenziato: il limite massimo di spesa su cui applicare la detrazione del 50% è stato ridotto da 8.000 a 5.000 euro.


Il bonus App18, da 500 euro per i maggiorenni, è stato sostituito da due carte: la Carta cultura e la Carta del Merito, entrambe da 500 euro e cumulabili. La prima è legata al reddito (con un Isee massimo di 35.000 euro), mentre la seconda è collegata al raggiungimento del voto massimo, 100, all’esame di maturità.


Per il prossimo anno è stato raddoppiato il bonus psicologo, portando il contributo fino a 50 euro per ogni seduta di psicoterapia, grazie a un finanziamento aggiuntivo di 5 milioni di euro.


Prorogato fino al 31 dicembre 2024 il bonus mutuo giovani, un mutuo agevolato per chi ha meno di 36 anni e un Isee familiare inferiore ai 40.000 euro.


Dal 1° gennaio 2024 entrano in vigore le nuove aliquote Irpef che prevedono l’accorpamento del primo e secondo scaglione di reddito sotto l’aliquota unica al 23%. A cambiare il prossimo anno non sarà solo l’importo delle tasse. È stata prevista anche l’equiparazione delle detrazioni da lavoro dipendente con quelle da pensione. Dal prossimo anno le detrazioni che spettano ai lavoratori subordinati passano da 1.880 euro a 1.955 euro, oggi previsti solo per chi percepisce redditi da pensione. Questa modifica ha effetto anche sulla no tax area dei dipendenti che passa dagli attuali 8.174 euro a 8.500 euro (ovvero il reddito per il quale è dovuta un’imposta pari alle detrazioni spettanti).


Si tratta di un cambiamento che ha impatto anche sull’ex bonus Renzi: per redditi fino a 15.000 euro è previsto solo qualora l’imposta dovuta sia superiore alle detrazioni spettanti (spetta solo a chi ha capienza fiscale). Per non variare la platea dei beneficiari del trattamento integrativo, è stata prevista una modifica al sistema di calcolo per la spettanza del bonus 100 euro in busta paga. La regola generale per il diritto resta la stessa, ma con un piccolo cambiamento. A chi ha redditi fino a 15.000 euro il bonus spetta quando l’imposta dovuta è superiore alle detrazioni spettanti (che per il 2024 sono pari a 1.955 euro) a cui deve essere sottratto l’importo di 75 euro, rapportato ai giorni di lavoro effettivi. Così la detrazione su cui viene calcolata la spettanza del bonus torna ad avere un importo di 1.880 euro.


Le mamme lavoratrici, quelle che hanno da due figli in su, a partire da gennaio avranno un extra in busta paga. Tutti i contributi a carico dei lavoratori, pari al 9,19 per cento, saranno versati all’Inps dallo Stato e non più dalle stesse lavoratrici. Questo significa che gli stipendi netti aumenteranno. Di quanto? I conteggi li ha fatti l’Upb, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio.


La norma introdotta in manovra, prevede un tetto massimo a questa decontribuzione di 30 mila euro l’anno. Netti sono circa 1.700 euro, 140 euro in più al mese. Ovviamente questo è un aumento “massimo”, per calcolare l’aumento puntuale sarà necessario tenere conto del livello effettivo della retribuzione. Il “bonus” per le mamme resterà in vigore per un anno per le lavoratrici che hanno due figli e per tre anni per quelle che hanno tre figli o più


Un’indennità “una tantum”, pagata soltanto una volta, di 550 euro e che sarà incassata da oltre 50 mila lavoratori (54.450 per l’esattezza), dai lavoratori che hanno contratti part time “ciclici”. Di chi si tratta? Il part time ciclico verticale è un tipo di contratto di lavoro che prevede, sebbene si tratti di un contratto a tempo indeterminato, lo svolgimento dell’attività lavorativa solo in alcuni periodi dell’anno.


La una tantum spetterà ai lavoratori dipendenti di aziende private titolari di un contratto di lavoro a tempo parziale ciclico nell’anno 2022, che preveda periodi non interamente lavorati di almeno un mese in via continuativa, e complessivamente non inferiori a sette settimane e non superiori a venti settimane, dovuti a sospensione ciclica della prestazione lavorativa e che, alla data della domanda, non siano titolari di altro rapporto di lavoro dipendente ovvero percettori dellaNaspi o di un trattamento pensionistico. Toccherà all’Inps versare il contributo e, dunque, sarà necessario attendere le istruzioni dell’Istituto nazionale di previdenza sociale per conoscere i termini della domanda.


Il decreto Superbonus ha limitato l'ambito dell'agevolazione al 75% solo a una serie di interventi specifici come l'installazione e la modifica di scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. Esclusi quelli riguardanti l'automazione di specifiche tipologie di impianto (porte automatiche, tapparelle e saracinesche motorizzate, imposte e persiane automatiche). Dal primo gennaio 2024 la cessione del credito è consentita per le parti comuni dei condomini con uso abitativo e alle persone fisiche con redditi inferiori a 15mila euro.


Resta per tutto il 2024 la detrazione al 50% per spese fino a 60mila euro per la sostituzione di serramenti e infissi, schermature solari o caldaie a biomassa. L'Ecobonus per i condomini prevede uno sgravio del 70% e riguarda una spesa massima di 40mila euro per l'isolamento termico delle parti comuni opache con incidenza superiore al 25%. E' previsto per tutto il 2024 se il titolo edilizio è stato presentato entro il 16 febbraio 2023.


Prorogato a tutto il 2024 il Sismabonus per le spese di messa in sicurezza antisismica. Possibile una detrazione del 50% per una spesa massima di 96mila euro per unità immobiliare. La detrazione sale (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi. Nell'ultimo decreto Superbonus è stata inserita una mini-stretta per cui si può accedere all'agevolazione solo se la richiesta di titolo abitativo per i lavori è stata presentata prima dell'entrata in vigore del provvedimento.

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