giovedì 14 novembre 2019

Ipervigilanza: cos’è e come si manifesta nelle mamme


La sindrome dell’ipervigilanza: cos’è e come si manifesta

Fare la mamma è il lavoro più difficile e stancante del mondo. A dirlo
non sono solo le donne alle prese con i figli, ma anche degli studi che hanno appunto accertato quanto badare ai più piccoli comporti stress, nervosismo, ed un impegno quotidiano piuttosto stancante. A tal proposito, spesso sentiamo parlare della sindrome da ipervigilanza: ecco cos’è e come si manifesta nelle donne.

Perché le mamme sono sempre stanche?

Avere dei figli significa spesso limitare il tempo da dedicare a sé stesse, ma soprattutto comporta una mancanza di riposo quasi assoluta.
La sindrome da ipervigilanza consiste proprio in questo: nell’avere le ‘antenne’ sempre dritte, volte a controllare in tutto e per tutto i comportamenti di proprio figlio, finendo così con il dimenticarsi di cosa significa fare una pausa caffè, andare dal parrucchiere, oppure riposare il pomeriggio.

Cos’è l’ipervigilanza

L’ipervigilanza è dunque uno stato di aumentata attenzione, che porta la persona affetta ad essere turbata da qualsiasi tipo di pericolo, ma anche a sentirsi continuamente perseguitata e dunque a soffrire di attacchi d’ansia.

I sintomi

Come accorgersi se site affette da ipervigilanza? Tra i sintomi fisici vi è l’eccessiva sudorazione, l’aumento del battito cardiaco, una respirazione veloce, ma anche affaticamento e spossatezza. Tra i sintomi comportamentali, invece, ci sono nervosismo, irritabilità, reazioni impulsive ed esagerate.
Come guarire?
Come ‘guarire’ in qualche modo dalla sindrome da ipervigilanza? Ovviamente vi sono dei casi diversi, nei più gravi è consigliato affidarsi ad un terapeuta o ad uno psichiatra che sarà in grado di prescrivere la terapia necessaria. In altri casi, invece, dopo il consulto medico è possibile che vengano prescritti antidepressivi, betabloccanti e ansiolitici.

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