venerdì 14 maggio 2021

«Mia moglie non pulisce e non cucina», marito chiede il divorzio e il giudice gli dà torto: i lavori vanno condivisi





 «Mia moglie non lava non cucina e non stira in casa per questo voglio il divorzio». 


Ma il giudice ha dato torto a un uomo foggiano che con queste motivazioni chiedeva di separarsi dalla moglie. Lavare, cucinare, stirare, da oggi, almeno in Puglia, non riguardano solo le donne. Grazie alla sentenza del tribunale di Foggia che ha rigettato la richiesta di separazione di un uomo che accusava la moglie di non rispettare i doveri coniugali in quanto la donna non si era mai occupata della casa e dei bisogni del consorte.



A pronunciarsi sul caso pugliese è stato il giudice Paolo Rizzi, che con una sentenza del 5 maggio scorso, non ha accolto la richiesta di un uomo che chiedeva il divorzio sostenendo che la ex moglie «non si prendeva cura di lui». Più precisamente non cucinava, non lavava e non stirava i suoi pantaloni, magliette e camice. Tutto ciò era motivo di continui litigi tra i due.



Il giudice, però, non gli ha dato ragione, respingendo in modo categorico l’idea che la moglie possa essere sottomessa al marito: «Non è ammissibile una situazione di sottomissione di uno a svolgere lavori di mera cura dell’ordine domestico». «Purtroppo è ancora molto forte lo stereotipo di genere secondo è la donna a doversi occupare esclusivamente o prevalentemente dei lavori domestici». Da Foggia arriva dunque una importante lezione di civiltà e parità di diritti, dimostrando quanto sia sbagliato ritenere che certi stereotipi maschilisti non esistano più.

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