mercoledì 29 settembre 2021

”Il bimbo ha malformazioni”. La mamma rifiuta di abortire e nasce sano e in salute

 



La storia, raccontata dal «Daily Mail», arriva dall’Inghilterra. 
Durante un esame di routine alla dodicesima settimana di gravidanza, la donna era stata informata che il suo bimbo sarebbe nato affetto dalla sindrome di Down.
Dalle immagini dell’ecografia che mostravano un’accumulo di liquido a livello del collo del feto, i medici ne dedussero una quasi certa sindrome di Down: un’anomalia genetica che causa un ritardo mentale e delle malformazioni fisiche. A questo punto i medici hanno consigliato di abortire immediatamente. La coppia, Jordan Squires, 22 anni, originaria di Middlesbrough, e il marito Jonathan (30 anni), decide però di andare contro il parere e le pressioni dei medici che consigliano l’aborto. Non abortisce e sceglie di continuare la gravidanza e di far nascere il bimbo. Rifiutarono un esame dell' amniocentesi, che avrebbe reso certa la diagnosi, ma mettendo a rischio il proseguimento della gravidanza. Così Jordan Squires ha portato il bimbo al termine della gravidanza, ma il parto è stato difficile nonostante le contrazioni. La donna ha così subito un cesareo e ha dato alla luce un bebè di 4kg e 400 grammi. Che nella sorpresa generale, era in perfetta salute. Secondo la mamma, il piccolo Jay, che a febbraio compirà 2 anni, si è ammalato soltanto una volta da quando è nato. La donna ha raccontato «Daily Mail» di essere contenta di non aver seguito i consigli dei medici: «Avremmo perso un bambino in buona salute se avessimo deciso diversamente».Ha poi detto di essere ancora arrabbiata con i dottori che avrebbero consigliato di abbortire,dando una diagnosi frettolosa,mettendo così a rischio la vita del suo piccolo: «Abbiamo avvertito molta pressione affinché interrompessimo la gravidanza. Non ci è stato fornito alcun sostegno né consulenza nel caso in cui avessimo voluto prendere una decisione diversa».Poi ha consigliato di non fermarsi alla prima diagnosi,ma di sentirne altre di altri medici . Dobbiamo evitare che possano verificano altri episodi del genere commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti“.
Questa è una vicenda gravissima, un fatto di malasanità, oggi ne parliamo con il sorriso, ma se non ci fosse stata la testardaggine di una mamma, che messa di fronte allo scenario peggiore di una vita difficile, piena di ostacoli e discriminazioni ha deciso lo stesso di mettere al mondo suo figlio.

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