lunedì 19 settembre 2022

Alluvione Marche, si cerca ancora Mattia. Papà Tiziano: «Resto qui, non vado via finché non lo troviamo»


 


«Voglio credere che Mattia sia vivo, è una speranza che mi aiuta ad andare avanti. Magari il mio gnometto si è aggrappato a una pianta». 



Le parole di Tiziano Luconi, il papà del piccolo di 8 anni che il fango non ha ancora restituito e che centinaia di soccorritori stanno cercando senza risparmiarsi, arrivano direttamente dal cuore. Oltre le 11 vittime già identificate, all'appello mancano infatti lui e Brunella Chiù, la 56enne che era in auto con la figlia diciassettenne Noemi Bartolucci.



Il corpo di quest'ultima, la vittima più giovane dell'alluvione (e che speriamo resti tale) è stato trovato due giorni fa ed oggi il suo liceo l'ha voluta ricordate con un canto Navajo, la tribù degli indiani d'America, sulla sua pagina Facebook. «Non restare a piangere sulla mia tomba, non sono lì, non dormo - è il post firmato da tutto il Liceo economico sociale Perticari di Senigallia - Sono mille venti che soffiano, sono la scintilla diamante sulla neve, sono la luce del sole sul grano maturo. Sono la pioggerellina d'autunno quando ti svegli nella quiete del mattino… Sono le stelle che brillano la notte. Non restare a piangere sulla mia tomba, non sono lì, non dormo».



Tre giorni dopo la bomba d'acqua che ha devastato Senigallia, Ostra, Barbara e altri paesini attorno agli argini del fiume Misa, i riflettori sono tutti concentrati in Contrada Coste, nel territorio di Barbara, dove si cercano ininterrottamente i dispersi. Il papà di Mattia è lì e partecipa alla ricerca del figlio: «Non me ne andrò finché non lo avremo trovato» ripete. Ma prosegue anche l'attività degli investigatori, per capire se ci sono delle responsabilità penali nel disastro.



I Carabinieri hanno sentito nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla procura di Ancona, il referente della Protezione civile delle Marche che si occupa di pubblicare i bollettini meteo. È un esperto del Centro funzionale multirischi, specializzato nel campo della previsione e prevenzione dei rischi idrogeologici, idrologici, metereologici e sismologici. L'obiettivo è di ricostruire i fatti a partire dall'allertamento dato, un'allerta gialla per alcune delle zone colpite e verde per le altre. Già domani, inoltre, proseguirà l'attività di acquisizione dei documenti in vari enti, dopo quelli già prelevati in Regione negli uffici della Protezione civile.



In mattinata inoltre i carabinieri hanno effettuato un sorvolo in elicottero sui luoghi del disastro. E l'analisi dall'alto del corso dei fiumi Misa e Nevola ha fatto già emergere che le sezioni fluviali a monte, molto piccole, non sono bastate a contenere l'acqua piovuta e nei letti dei fiumi sono finiti alberi e grossi tronchi che hanno fatto da tappo ai ponti, sotto i quali non è passata più acqua, creando dunque bacini che sono poi esondati. Due ore di filmato che verrà consegnato ai magistrati e che verrà visionato poi attraverso strumentazioni tecnologiche per analizzare lo stato degli argini e soprattutto della manutenzione dei fiumi stessi. Le immagini viste dall'alto hanno comunque già evidenziato uno stato di piena eccezionale. Il fascicolo per inondazione colposa e omicidio colposo plurimo rimane ancora a carico di ignoti, ma sarebbe solo questione di pochi giorni. I vigili del fuoco hanno invece fatto sapere di dover far fronte a oltre 1.600 richieste di aiuto.

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