mercoledì 7 settembre 2022

Giovane mamma stroncata da overdose: il figlioletto di un anno muore di stenti tre giorni dopo


 


Le indagini e l'autopsia hanno confermato la triste realtà. Un bambino di appena 14 mesi è morto di stenti tre giorni dopo il decesso della madre, una 27enne, stroncata da una overdose fatale.



Il tragico episodio risale allo scorso Natale ed è avvenuto a Whitehaven, nel Regno Unito. Natalie Kane, 27 anni, mamma del piccolo Harry, era stata trovata morta in casa insieme al figlio, di appena 14 mesi. La giovane donna, con un passato turbolento contraddistinto dalla dipendenza da droghe e alcol, era morta almeno tre giorni prima del figlio. Il piccolo Harry era morto di fame e di sete, mentre la mamma giaceva senza vita in casa. 



Natalie e il suo bambino avrebbero dovuto passare il giorno di Natale con la nonna, ma la cancellazione di un treno aveva impedito quella visita. A quel punto, la 27enne aveva pianificato di far visita ad un'amica, ma non si era mai presentata e non aveva più risposto ai messaggi. «Sul momento non mi ero particolarmente preoccupata, lei spesso faceva passare dei giorni prima di rispondere ai messaggi e pensavo che alla fine avesse deciso di passare il giorno di Natale con la sua famiglia», ha spiegato la giovane.



Una prima ricostruzione, da parte degli inquirenti, si era svolta apparentemente senza problemi: la mamma era morta e il piccolo, rimasto da solo, si era spento per la fame e per la sete. C'erano però alcuni aspetti da chiarire: cosa avesse causato la morte di Natalie e quanto tempo fosse passato tra la morte della mamma e quella del figlio. L'autopsia aveva permesso di stabilire alcuni di questi dettagli, ma per un quadro completo è stato necessario attendere diversi mesi. Come riporta Metro.co.uk, il medico legale Margaret Taylor ha risolto i dubbi degli inquirenti. A uccidere Natalie non è stata una droga 'tradizionale', ma l'inalazione volontaria di una grande quantità di butano da un accendino. La donna avrebbe prima perso i sensi per poi morire. A uccidere il piccolo Harry, invece, è stata la disidratazione. E secondo gli ultimi esami, il bambino avrebbe avuto un'agonia di tre giorni prima di morire.



Natalie, dopo il diploma, aveva prima servito la Marina e poi l'esercito britannico, oltre a lavorare come aspirante fotomodella. Dall'esercito, però, era stata congedata per via della sua dipendenza dall'alcol. Oltre alle dipendenze, la 27enne aveva dovuto affrontare per lungo tempo la depressione ed era spesso stata in cura, anche per via di violenze domestiche subite, stando a quanto riferito dagli amici, dall'ex compagno e papà del piccolo Harry. Chi conosceva Natalie assicura che da tempo era riuscita a disintossicarsi e che la maternità le aveva dato nuova forza e voglia di vivere.



«Scoprire di essere incinta l'aveva radicalmente trasformata e la nascita di Harry le aveva permesso di ritrovare la serenità e la felicità che le erano state negate», assicura il fratello di Natalie, Scott.

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