sabato 17 giugno 2023

Kata scomparsa, l'ex hotel Astor sgomberato e sequestrato. Era occupato da 54 persone


 


È in atto dalle prime ore del mattino lo sgombero dell'ex hotel Astor di Firenze, il palazzo occupato da decine di famiglie tra cui quella di Kata, la bambina di origine peruviana scomparsa ormai da una settimana. 



Sul posto, in via Marigiliano, sono numerose le forze dell'ordine tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e municipale. Il tratto della strada dove si affaccia l'ex hotel e la strada laterale, via Boccherini, sono bloccate al traffico. Il palazzo era stato occupato nel settembre scorso, vi abitano per lo più famiglie di origine peruviana e romena.



I primi occupanti stanno uscendo accompagnati dalla polizia: sono alcune donne, un uomo e un bambino di origine sudamericana. Le operazioni, almeno dall'esterno, sembrano svolgersi in ordine, senza problemi. Lo sgombero è coordinato dalla questura che è presente anche con il dirigente e il personale della Digos. Sul posto anche i vigili del fuoco che sono entrati con l'attrezzatura per poter aprire le porte eventualmente trovate chiuse. La risistemazione della famiglie sgomberate, da quanto spiegato, è a cura dei servizi sociali del Comune di Firenze.



L'ex hotel Astor è oggetto di un decreto di sequestro preventivo, emesso dal giudice delle indagini preliminari di Firenze, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. La struttura era stata occupata abusivamente, tra il 19 settembre 2022 e il giugno 2023, da cinquantaquattro persone, suddivise in diciassette nuclei familiari, di cui diciannove minori. «I sopralluoghi compiuti dalla polizia giudiziaria, in occasione del tentato omicidio del 28 maggio 2023 e, successivamente, dell'ipotizzato sequestro di persona a scopo di estorsione di Mia Kataleya Chiclio Alvarez del 10 giugno 2023, hanno confermato - si legge in una nota della procura di Firenze - la presenza nell'immobile di numerosi nuclei familiari. 




Si è ipotizzato il delitto di invasione di edifici. Sussiste il pericolo che il protrarsi della condotta criminosa, impedendo i necessari e urgenti lavori di ristrutturazione e messa a norma dell'edificio occupato, agevoli o protragga le conseguenze del reato contestato o agevoli la commissione di altri reati e comporti il rischio di ripetizione di reati contro la persona connessi alle condizioni di accesso alla gestione dell'immobile». 

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