giovedì 5 ottobre 2023

Le piccole vittime della strage di Mestre sono tutte bambine: cinque vite spezzate a partire da Charlotte di 1 anno e mezzo


 


Piccole, innocenti, con tutta la vita davanti: sono in tutto cinque le vittime minorenni che erano dentro quel maledetto bus precipitato la sera del 3 ottobre dal cavalcavia Vempa. Non solo, sono tutte bambine. 



La più piccola aveva poco più di 1 anno ed era una bimba tedesca: Charlotte Nima Frommerherz. Potrebbe anche trattarsi della bambina presente nel racconto di uno degli "operai-eroi" che, appena visto il bus in fiamme, si sono precipitati per i soccorsi. «La donna gridava "my daughter, my daughter" - mia figlia, mia figlia ndr - e mi sono lanciato. Ho visto questa bambina, avrà avuto forse due anni - descriveva Godstime, l'operaio nigeriano - ho un bimbo di un anno e dieci mesi, era grande uguale». In ogni caso, la mamma sarà costretta a convivere con un dolore inimmaginabile, insieme alle immagini di quella scena apocalittica.



Altre due bambine, accomunate dalla stessa nazionalità e dal tragico destino, sono Daria Lomakina e Anastasiia Morozova, entrambe ucraine, rispettivamente di 10 e 12 anni.



La prima è andata via insieme al nonno, Vasyl Lomakin (70 anni), mentre i genitori sono ricoverati nello stesso ospedale: il 38enne Alessandro Lomakin, in Chirurgia toracica con traumi, e sua moglie Natalia Lomakina, 50enne in Terapia intensiva con fratture e ustioni.

Ma non c'è ancora certezza di tutti i gradi di parentela. Motivo per cui non conosciamo ancora le condizioni dei genitori di Anastasiia.



Le ultime due piccole sono le sorelline Aurora Maria e Georgiana Elena Ogrezeanu: sono le bimbe romene dell'intera famiglia scomparsa nel tragico incidente. La famiglia si era trasferita in Germania e aveva scelto Venezia come tappa per le vacanze. I coniugi Mircea e Mihaela Ogrezeanu, di 45 e 42 anni, avevano trovato lavoro in Germania ed erano stati scambiati per tedeschi in un primo momento. La stampa romena ha ricostruito la loro vita, dopo che le autorità diplomatiche romene avevano preso contatto con quelle italiane, tramite l'Ambasciata e il Consolato generale della Romania a Trieste, competente per Veneto e Friuli Venezia Giulia.

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