giovedì 23 novembre 2023

Giulia Cecchettin, il testimone della lite nel parcheggio chiamò il 112 ma non venne mandata una pattuglia


 


La «denuncia» della trasmissione Chi l'ha visto? ha messo in luce un particolare sulla dinamica dell'ultima sera di Giulia Cecchettin con Filippo Turetta. La procura di Venezia sta facendo accertamenti su quanto accaduto dopo la chiamata del testimone al 112 in cui segnalava una lite in corso nel parcheggio in via Aldo Moro a Vigonovo (Venezia).



La sera di sabato 11 novembre i Carabinieri non inviarono una pattuglia a Vigonovo dopo l'allarme al 112 di un vicino dei Cecchettin su un litigio in corso in un parcheggio, il luogo dove ci fu la prima aggressione di Filippo a Giulia. Il particolare trova conferma in ambienti vicini all'inchiesta. Nell'ordinanza del Gip non c'è traccia dell'intervento di pattuglie quella sera. Al 112 il testimone (ore 23.18) disse di aver sentito urlare "mi fai male", e visto un uomo calciare una figura terra ma non riuscì a prendere la targa dell'auto. L'indagine scattò domenica, dopo la denuncia di scomparsa di Giulia presentata dal papà.



Verrà acquisita dalla Procura della repubblica di Venezia la registrazione della chiamata del testimone che, la sera dell'11 novembre scorso, chiamò il 112 per segnalare una lite nel parcheggio di Vigonovo (Venezia), che poi si è rivelata essere la prima aggressione di Filippo Turetta a Giulia Cecchettin. Il giorno successivo il padre aveva presentato denuncia di scomparsa alla tenenza di Vigonovo. Dopo la segnalazione è stato appurato che nessuna pattuglia raggiunse il luogo della lite.



Giulia, probabilmente, non si sarebbe salvata - dalle telecamere che riprendono l'auto in movimento la Fiat Punto non resta ferma nel parcheggio per più di 5 minuti - ma il punto è un altro: quando un cittadino chiama, la pattuglia deve andare a verificare quanto segnalato. Ma cosa è emerso durante la tramissione Rai?



Nel corso della prima parte della puntata di Chi l'ha visto?, del 22 novembre, la conduttrice Federica Sciarelli e Nicodemo Gentile, avvocato e presidente di Penelope Italia, analizzano il litigio tra Filippo Turetta e Giulia Cecchettin e ciò che è successo nelle ore successive.



Il papà di Giulia, Gino, si presenta nella stazione dei carabinieri alle 13:30 di domenica. "Allontanamento volontario", si legge nel documento. E ancora: «Pericolo di vita: nessuno». Il papà forse non ha spiegato bene cosa stesse succedendo? Al contrario. Gino dice di "temere per l'incolumità di sua figlia". Il papà di Giulia ripete due volte la frase, perché sa (all'epoca dei fatti) che anche Filippo Turetta non è rientrato.



Nel parcheggio di Vigonovo, un testimone dice ai microfoni della trasmissione Rai: «Ho sentito urlare nel parcheggi odi fronte a casa mia e ho capit oche c'era un litigio. In quel momento ho avuto paura. Non sapevo se si stessero picchiando. Li ho visti litigare di fronte al parcheggio. Sentivo delle urla di donna. Ho chiamato i carabinieri». Questo accadeva alle 23:18, ma allora come si può parlare di allontanamento volontario il giorno dopo, alle 13:30, se la sera prima c'era stata una denuncia.

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