giovedì 3 ottobre 2019

Parto cesareo:"Non deve essere chiamato la strada più facile per partorire"


Ecco, ci siamo. Dopo nove mesi di gravidanza il momento è finalmente giunto e voi mamme

siete state chiamate a dare alla luce il bambino che da tanto tempo portate in grembo. Vi sembra quasi di conoscerlo da tempo, ormai è una parte di voi e l’idea di non sentirlo più muoversi dentro la pancia vi lascia quasi sgomente.
Siete all’ospedale, dopo ore di travaglio, ma qualcosa non va nel verso giusto e i medici vi mettono davanti a una nuova possibilità, necessaria per il bene del vostro bambino: il parto cesareo.

Molte persone che non ci sono mai passate lo definiscono "la via più facile per partorire", ma si tratta di un luogo comune che dovrebbe ormai essere debellato. C’è tanta ignoranza attorno a questo metodo, considerato una forma di scarso impegno, di paura nei confronti del dolore.
Niente di tutto ciò è vero. Lo spiega con spontanea comicità sulla sua pagina Facebook Tired ‘N Tested, dopo aver sperimentato sulla propria pelle il taglio cesareo. Dopo il parto la donna ha deciso di condividere in un post la gioia dell’aver avuto sua figlia, nella speranza di far capire a tutti che il cesareo non è affatto la strada più semplice.

Parto cesareo: quando è necessario

Come molti altri interventi, il taglio cesareo ha i suoi pro e i suoi contro, ma sicuramente non dev’essere affrontato senza una giusta informazione. Le mamme devono sapere a cosa vanno incontro sia in caso di parto naturale, sia in caso di parto cesareo, ma ancora troppe persone ritengono che questo metodo sia solo una scorciatoia indolore rispetto a un parto privo di operazioni.

È possibile scegliere di effettuare il taglio cesareo anche senza grandi rischi previsti, ma in caso di complicazioni durante il travaglio o di una nascita difficile, il cesareo si presenta come un metodo molto utile per garantire la salute sia del bambino che della mamma. Il cesareo si effettua in particolar modo quando la mamma è affetta da qualche patologia che impedisce un parto naturale, se il bambino si trova in una posizione difficile, se ha avuto problemi nello sviluppo o se è troppo grande per un parto naturale. Tutte queste situazioni e molte altre devono essere individuate dal ginecologo di fiducia e comunicate alla madre, che può scegliere come dare alla luce il proprio bambino.

Il vecchio stereotipo del parto cesareo

La testimonianza della ragazza è fondamentale per mettere fine a uno stereotipo ormai vecchio e offensivo per tutte quelle mamme che hanno dovuto affrontare un taglio cesareo non voluto, in situazioni di emergenza. Questo è proprio ciò che è accaduto a lei. Dopo sedici ore di travaglio durante le quali la bambina non ne voleva proprio sapere di conoscere la sua mamma, nonostante le aspettative fossero proprio quelle. Nonostante la futura mamma desiderasse il parto naturale, i medici hanno deciso di praticarle un taglio cesareo per non affaticare lei e soprattutto la bambina.

Il decorso dell’operazione è stato faticoso e doloroso tanto quanto un classico parto. Si tratta comunque di un intervento chirurgico durante il quale la paziente è solitamente sveglia. Dopo l’anestesia, che intorpidisce gli arti, il dolore arriva puntualmente così come la stanchezza e la voglia di smaltire il tutto senza bisogno di badare una bambina, cosa difficile in quelle condizioni.

Oltre alle difficoltà fisiche non mancano quelle psicologiche. Una mamma ben intenzionata a portare a termine un parto nel modo più naturale possibile, scombussolata in ogni caso da tutti gli sbalzi ormonali e d’umore tipici della gestazione, si sente male dopo aver subito un cesareo. Prevalgono dunque il senso di colpa e di fallimento.

Ma il parto cesareo non è una passeggiata che una futura mamma sceglie per evitare dolore e fatica, è una condizione medica che va applicata quando è necessario e porta con sé vari tipi di dolore. Abbandonare gli stereotipi è il primo modo di rispettare le difficoltà delle mamme.

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