sabato 16 novembre 2019

LA GENTILEZZA CONTA: CHI AIUTA GLI ALTRI AIUTA SE STESSO



Seneca sosteneva che “chi aiuta gli altri aiuta se stesso“. Questa piccola verità è stata
dimostrata dai ricercatori dell’Università della California, che ci hanno raccontato la loro scoperta in un articolo dal titolo “Kindness counts“, la gentilezza conta.

Gli studiosi hanno seguito un gruppo di bambini tra i 9 e gli 11 anni, dopo aver chiesto loro di compiere tre atti gentili ogni settimana, per un mese. Risultato? I bambini che hanno praticato la gentilezza sono stati accettati dai compagni in misura significativamente superiore agli altri e hanno rivelato un maggior benessere. Il risultato può apparire scontato, ma il lavoro dei ricercatori ha dimostrato (da un punto di vista psicometrico e sociografico) che la gentilezza conta!

Questo accade perché la gentilezza non è debolezza, ma un dono. Essere gentili non significa mettere da parte il coraggio e la tenacia, ma semplicemente donare un poco del proprio tempo e delle proprie energie agli altri.

COACHING CREATIVO: LA SFIDA DEI TRE ATTI GENTILI

La gentilezza è uno sport che tutti possono praticare. Anzi, vogliamo proporti una sfida: per un mese, prova a compiere tre atti gentili ogni giorno. Se temi di perdere il conto, naturalmente, potrai prendere nota su un taccuino o sullo smartphone dei tuoi piccoli gesti gentili. L’importante è essere costanti. Tra un mese, dovresti cominciare ad avvertire l’effetto benefico di questa abitudine.
Ti lasciamo con una nota: non cadere nell’errore che aiutando gli altri si riceverà aiuto. Il fine della sfida e della gentilezza non è uno “scambio di favori”. Questo avviene in molti casi, ma non sempre. Il vero benessere non deriva dall’aiuto che si dovrebbe ricevere in cambio, ma dall’atto di donare se stessi agli altri. Le azioni gentili ci fanno sentire grandi e, giorno dopo giorno, ci trasformano in persone autorevoli, assertive e luminose.

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