sabato 21 dicembre 2019

ANTICIPARE IL PARTO SI PUO'. ECCO 5 RIMEDI NATURALI




Ci sono alcuni rimedi naturali molo popolari tra le future mamme.
Molte volte il desiderio di stringere il proprio bambino spinge una donna ad assumerli con lo scopo di anticipare la nascita. Alcune di queste misure supplementari non dovrebbero essere adottate prima della 36a settimana, per evitare di incoraggiare accidentalmente un parto prematuro.


Inoltre, per la maggior parte dei metodi per anticipare il parto non esistono prove certe della loro efficacia. Quindi, bisogna sempre parlarne in precedenza con il medico, per accertarsi della loro sicurezza.
Dovete ricordare che qualunque metodo di induzione del travaglio può aumentare il rischio di parto cesareo e di qualunque altro genere di intervento urgente. Se decidete di adottarlo, siate caute e prudenti.



5 rimedi naturali per anticipare il parto

Quello che segue è un elenco dei rimedi naturali più noti per anticipare la nascita del piccolo.

1. Tè rosso di foglie di lampone

Il tè rosso di foglie di lampone è la prima opzione di questo elenco di rimedi naturali per anticipare il parto. Il suo consumo aiuta a equilibrare gli ormoni e tonificare l’utero, perché è ricco di vitamine A, B, C ed E, oltre a contenere minerali importanti come il magnesio, il potassio e il calcio.



Il tè rosso di foglie di lampone accorcia la durata del travaglio e può ridurre la necessità di interventi medici. Vi raccomandiamo di assumere dalle 3 alle 4 tazze di tè al giorno, durante il terzo mese di gravidanza.


2. Olio di enotera

L’olio di enotera è raccomandato per le gestanti che hanno superato la data prevista o che l’hanno già fatto durante la gravidanza precedente.
Si tratta di un olio particolarmente ricco di acido linolenico e che, quindi, aiuta il collo dell’utero ad ammorbidirsi e ad accorciarsi nelle ultime settimane prima del parto. Di conseguenza, favorisce la produzione di prostaglandine.



Si può assumere in capsule per via orale, oppure è possibile inserire le capsule direttamente nella vagina. In questo modo, ci si assicura di collocarle in prossimità del collo dell’utero.





3. Olio di ricino

L’olio di ricino è lo strumento classico dell’induzione naturale. Questo metodo deve essere impiegato con cautela, e solamente con l’approvazione del medico. Fa in modo che l’intestino inizino a contrarsi, con il possibile risultato di stimolare anche la contrazione dell’utero.
Tuttavia, dovete sapere che le contrazioni intestinali provocano diarrea. Il che, nel migliore dei casi, può rappresentare un disagio, e, nelle eventualità peggiori, provocare la disidratazione.
Pertanto, se decidete di impiegare questo metodo, assicuratevi di bere molta acqua di cocco, per mantenere l’idratazione e gli elettroliti a livelli sani. Visto che l’olio di ricino non ha un buon sapore, potete introdurne una cucchiaiata in un frullato o in un bicchiere di succo d’arancia.




4. Ananas

L’ananas contiene l’enzima bromelina, che promuove la dilatazione cervicale e, di conseguenza, favorisce l’inizio del travaglio. Dovete però sapere che l’ananas contiene solo quantità molto piccole di questo enzima con azione proteolitica.
Tuttavia, mangiare grandi quantità di ananas può stimolare l’intestino e, proprio come nel caso dell’olio di ricino, incrementare l’attività uterina. Vi ricordiamo che l’ananas deve essere fresco, perché la bromelina si distrugge quando l’ananas viene inscatolato o trasformato in succo.

5. Camminare

L’ultimo di questi rimedi naturali consiste nel camminare. Oltre a essere, in generale, un ottimo allenamento a basso impatto per le future mamme, aiuta il bebè a scendere fino al collo dell’utero, verso la fine della gravidanza.




Allo stesso modo, camminare stimola la secrezione di ossitocina, l’ormone che aiuta a provocare e regolare le contrazioni. Per questa ragione, molte madri che si avvicinano o che superano la data del parto potrebbero voler camminare di più, per incoraggiare il travaglio in maniera naturale.


Infine, vi ricordiamo che, prima di provare i rimedi naturali per anticipare il parto, è necessario che parliate con il medico, per analizzare qualunque rischio o possibile complicazione.
Nella maggior parte dei casi, è meglio lasciare che sia il bebè a stabilire la propria data di nascita, anche se ciò significa attendere una o due settimane in più. In poche ore arriverà per illuminare la vostra vita!

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