domenica 1 dicembre 2019

COSA ACCADE SE LASCIAMO PIANGERE UN NEONATO



Tra i tanti consigli delle nostre nonne ricordiamo quello che dice di non lasciar piangere
tanto un neonato di sesso maschile perchè potrebbe causare danni ai genitali. Genitori un pò più moderni  utilizzano la tecnica dell’attesa progressiva, nota anche come metodo 5-10-15, sviluppata dal neurologo Richard Ferber, secondo cui alcuni minuti di pianto non farebbero male al bebè ma anzi lo aiuterebbero a trovare da solo la giusta calma conciliandone il sonno.

La verità è che nessuno è a conoscenza delle reali conseguenze fisiche e psicologiche da parte di un lattante che viene lasciato solo con le sue lacrime senza esser rassicurato fra le braccia del genitore in questione.

Bisognerebbe analizzare il motivo del pianto del piccino senza tirar conclusioni affrettate del tipo:-è un poppante quindi è normale che pianga-, perché farlo continuare nella sua disperazione anche per alcuni minuti, di certo fa aumentare il livello di stress del pargolo.


Con esattezza nel suo corpo avviene, durante il pianto che non è interrotto, una vera e propria invasione totale di ormoni dello stress che potrebbero anche arrecargli seri problemi futuri riguardanti la capacità di apprendimento del bambino. Secondo il primario di medicina a Monaco Karl Heinrich Brisch i bambini hanno paura della morte e perciò le loro grida sarebbero un campanello d’allarme, e a lungo andare in lui sorgerebbero ansia, insonnia, e addirittura dipendenze e sintomi depressivi.

Per questi studi, i bambini che vengono lasciati piangere potrebbero pertanto restare traumatizzati a vita, perché il mancato intervento celere dei genitori fa innescare nel bebè quel meccanismo in cui vi è un’assenza d’affetto disponibile nei suoi confronti. Tutto ciò è dovuto dal fatto che i neonati hanno una percezione del tempo diversa dalla nostra e quindi la nota tecnica dell’attesa progressiva è certamente deleteria, perché per il poppante anche un solo minuto di pianto può equivalere ad un’ora di solitudine piena di lacrime.

La soluzione è quindi quella di consolarlo e di cercare di comprendere il prima possibile il problema che lo affligge, interpretando correttamente il suo pianto.. A provare l’efficacia dell’affetto dei genitori sul futuro dei figlioli, è stato condotto un altro studio in America su 600 adulti che essendo stati coccolati da piccoli oggi godono di una salute migliore, con una minore tendenza alla depressione e sensibilmente più produttivi ed empatici.


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