sabato 20 giugno 2020

I medici avvertono:"Non pulite i vostri bimbi con le salviettine umidificate"




L’igiene è una delle più grandi conquiste dell’epoca moderna, per quanto sembri strano affermare una

cosa del genere: d’altronde non è che in tempi antichi le persone non si lavassero mai, no? Beh probabilmente ci sarebbe da rivedere le metodologie che l’umanità utilizzava un tempo per “igienizzare” il corpo…basti pensare ai famosi bagni romani, nei quali le persone defecavano allegramente tutte insieme in enormi latrine collettive parlando del più e del meno (e di tanto in tanto avveniva anche qualche esplosione indesiderata, causata dai gas prodotti dalle feci).


La stessa urina veniva venduta come prodotto necessario a conciare le pelli a causa del suo contenuto di ammoniaca, tant’è che l’imperatore Vespasiano aveva addirittura previsto una tassa da pagare a Roma per l’utilizzo dell’urina raccolta nelle latrine (da qui la celebre locuzione “pecunia non olet“, ovverosia “il denaro non puzza“). Ma non è tutto: i celti erano soliti utilizzarla addirittura per lavarsi i denti, in virtù del suo efficace potere sbiancante. Certo al giorno d’oggi pensare di fare la pipì sullo spazzolino e poi infilarselo in bocca non è proprio il massimo della vita.

Anche in tempi più recenti però la situazione non è esattamente migliorata. Prendiamo ad esempio la Francia del XVIII secolo: non solo la plebe espletava per strada le proprie funzioni fisiologiche, ma persino nei salotti nobiliari il lordume era di casa. Anziché lavarsi infatti era d’uso comune il truccarsi e spruzzarsi addosso litri di profumo per tentare di coprire gli odori fisiologici, e la stessa Versailles celebrata come una delle regge più straordinarie e fastose della storia aveva il suo bel da fare, con dignitari e nobili ubriachi intenti a urinare abitualmente sui muri e nei corridoi come recitano i resoconti dell’epoca.


La realtà dei fatti è che solo nel XX secolo si è veramente capita l’importanza della corretta igiene del corpo (anzi, alcuni faticano a comprenderlo ancora oggi che siamo nel 2017, figuriamoci!), pertanto sono emersi moltissimi prodotti dedicati proprio alla pulizia di ogni regione a seconda delle sue caratteristiche: esistono saponi specifici per le zone intime, shampoo e balsamo per i capelli, lozioni per ogni genere di pelle,e salviettine profumate per pulirsi anche quando si è fuori e non si può ricorrere a sapone e lavandino.


Tra queste salviette ce ne sono alcune che sono state appositamente ideate per l’utilizzo sui bambini piccoli, particolarmente comode dacché i bambini sono delle vere e proprie fabbriche di…beh, si sa senza doverlo ribadire. Pertanto la necessità di avere degli strumenti per poterli pulire di continuo è effettiva ed oggettiva. Ma di recente sempre più medici stanno sconsigliando ai genitori di usare le salviette umidificate per pulire i bimbi. Il motivo è il loro elevato contenuto di metilisotiazolinone.

Il metilisotiazolinone è un potente antimicrobico sintetico in uso sin dagli anni ’80 che sì, elimina i microbi dalle nostre mani, ma non è affatto adatto all’utilizzo sulla pelle delicata come quella dei bambini. Queste salviette possono infatti contribuire a far sviluppare eritemi, irritazioni e rash cutanei nei bimbi come dimostrato dalla dottoressa Mary Wu Chang, medico e docente presso il Dipartimento di Dermatologia e Pediatria della University of Connecticut (USA). Recenti studi hanno ulteriormente confermato le scoperte della dottoressa Chang, ed oggi anche i nostri medici avvertono i genitori: lavate i bimbi con prodotti specifici per neonati, ma evitate le salviette detergenti

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