venerdì 19 giugno 2020

Lo spannolinamento: regole, tempi e consigli utili



Qual è l’età giusta per togliere il pannolino al bambino? Come fare? Sarà meglio il vasino
tradizionale o il riduttore del wc? Come comportarsi se tuo figlio non vuole saperne? Il tuo Amico per la Pelle prova a rispondere a queste e altre domande che affollano la mente di ogni mamma attenta come te. Con una premessa importante: togliere il pannolino è un’operazione delicata. Occorre saper riconoscere i tempi e le giuste modalità, oltre che il carattere del proprio pargolo. Ma niente paura: ci sono passati tutti i genitori, e sono sicuro che andrà benissimo anche a te!

A CHE ETÀ TOGLIERE IL PANNOLINO?

Non c’è un’età prestabilita. Tutto dipende dal bambino. In genere questa fase avviene tra i 18 e i 30 mesi. Un ampio spazio temporale! Ma c’è anche chi l’ha tolto dopo, durante l’estate dei 3 anni, cioè appena prima dell’ingresso alla scuola dell’infanzia. Dunque non farti prendere dall’ansia o dai commenti di amiche e parenti che si vantano di aver spannolinato il proprio figlio precocemente. Ogni bimbo ha i suoi tempi e mettergli fretta oppure obbligarlo non porterebbe a nulla di buono.
E’ vero che i maschietti tendono a togliere il pannolino più tardi rispetto alle femminucce?

Tendenzialmente sì. Hanno una capacità di controllo della vescica mediamente più tardiva, ma, anche in questo caso, ogni bimbo è storia a sé.

TUO FIGLIO TENDE A TOGLIERSI SEMPRE IL PANNOLINO: VUOL DIRE CHE È PRONTO PER IL VASINO?

In alcuni casi può essere effettivamente un segnale, più spesso invece potrebbe avere un’irritazione,una dermatite sul sederino o semplicemente essere sporco e provare fastidio. In tal caso è opportuno trattare la sua pelle con una crema lenitiva e al contempo capace di ripristinare la barriera cutanea e proteggerla dalle future aggressioni. Molto utili, da questo punto di vista, prodotti a base di ossido di zinco al 10% di concentrazione, con acido ialuronico per stimolare la riparazione cutanea, estratto di semi di avena decongestionante e lenitivo, e altri componenti naturali idratanti, emollienti, antiossidanti e dall’azione antinfiammatoria che possano agire in sinergia contro gli arrossamenti, le irritazioni e le screpolature da pannolino. Una notazione importante per la pelle del tuo piccolo: controlla bene le etichette e affidati a prodotti specifici per il bambino, che contengano solo ingredienti sicuri e siano privi di profumi, parabeni e conservanti.

COME CAPIRE SE È PRONTO AL VASINO?

Basta prestare attenzione al suo comportamento. Ti dice che deve fare la pipì o popò? Ha espresso ad esempio il desiderio di andare alla toilette? E’ incuriosito dal vasino dell’amichetto? Potrebbe essere giunto il momento di cominciare a spiegargli a cosa serve e come fare. Tuttavia non puoi prescindere da un fatto fisiologico: devi capire ogni quanto fa la pipì controllando il pannolino. Se dopo 3-4 ore è ancora asciutto, vuol dire che ha imparato a controllare lo stimolo, quindi potrebbe essere pronto!

MEGLIO IL VASINO O IL RIDUTTORE?


Dipende. Provate a fare un giro nei negozi o su internet insieme, chiedigli cosa sceglierebbe e vedi come reagisce. Magari un vasino con pupazzi a lui cari potrebbe invogliarlo più facilmente. A casa di mia cognata Elena, invece, hanno optato direttamente per il riduttore: in effetti la bimba – da sola – ha cominciato a togliersi il pannolino e ad arrampicarsi e sedersi sul water per imitare il fratello maggiore. Era così piccina che temevano ci cadesse dentro, e quindi in casa hanno acquistato direttamente un riduttore. Hanno provato anche con un vasino, a casa della nonna, ma non è mai stato di suo gradimento. Insomma, anche a 2 anni hanno le idee ben chiare su certe cose! Per ciò che riguarda la praticità, sono entrambi lavabili, leggeri e sicuri. Sostanzialmente però il riduttore è più rapido e meno disgustoso da pulire. Pensaci!

COSA FARE E NON FARE NEL TENTATIVO DI TOGLIERE IL PANNOLINO AL BAMBINO?

  • Se è pronto, procedi! Cerca però di vestirlo comodamente, con mutandine non troppo strette e pantaloncini con l’elastico, in modo che riesca a spogliarsi da solo.
  • Fagli i complimenti quando ha finito al bagno: “Bravo, stai diventando grande”.
  • Al contrario, se si bagna o se non vuole togliere il pannolino, non rimproverarlo. Il tuo cucciolo potrebbe sentirsi inadeguato e chiudersi in se stesso, peggiorando la situazione. Un incidente può capitare anche quando sono più grandicelli, oppure semplicemente non è ancora il suo tempo.
  • Non assillarlo chiedendo in continuazione se deve fare i bisogni, e non assillare le tue amiche parlando solo delle abitudini di tuo figlio in bagno. L’argomento non deve diventare un’ossessione, per nessuno, tanto meno per te!
  • Fa la pipì o la popò nei posti più strani? Con calma, spiegagli che il luogo giusto è il bagno. Mantieni sempre la calma e soprattutto la coerenza, ovvero non tornare al pannolino per tua comodità e non pensare che ti stia facendo un dispetto: semplicemente potrebbe non aver ancora assimilato la regola giusta.

E LA NOTTE?


E’ chiaro che si comincia a togliere il pannolino di giorno, ma non aspettare troppo tempo a fare il secondo step per eliminarlo definitivamente anche la notte. Una volta che il bambino avrà il pieno controllo dei suoi bisogni riuscirà a trattenerli anche durante il sonno. L’importante è verificare se si bagna e cambiarlo quanto prima: qualche nottata val pure la pena di farla in “osservazione”. Per qualche cucciolo ci vuole più tempo, magari perché ha un sonno più profondo, o perché beve tanto la sera. Lasciagli tempo e non sgridarlo mai, ma riempilo di coccole, senza creargli imbarazzo. Qualche episodio di pipì addosso potrà sempre capitare, per pigrizia, perché non vuole smettere di giocare o per colpa di qualche brutto sogno… Ma se non accadesse non sarebbero bambini, non trovi?

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