mercoledì 9 dicembre 2020

Dodicenne stuprata dà alla luce due gemelli, non le hanno permesso di abortire


 


Una dodicenne violentata è stata costretta a portare a termine la gravidanza ed è adesso madre di due gemelli.



L’aborto è un argomento delicato, non è facile dire da esterno cosa sia giusto fare nel caso in cui non si desidera portare a termine una gravidanza non voluta. Si tratta di una decisione che spetta alla madre. Cos’è più importante tra la vita del nascituro e quella della donna che lo partorirà? Impossibile addentrarsi oltre su un discorso spinoso e pieno di sfaccettature.


Tuttavia il caso della dodicenne di San Salvador (Argentina), costretta a partorire i gemelli frutto di uno stupro non può che far discutere. Come detto ad inizio pezzo, probabilmente la scelta migliore che si possa fare riguardo l’aborto è lasciare libera scelta a chi quei figli li deve portare in grembo e partorire. In questo caso, l’essere stata costretta a portare a compimento la gestazione risulta una forma di tortura, subita quotidianamente fino al parto, nonché un ulteriore trauma con il quale combattere per tutta la vita.


La giovanissima studentessa ed i suoi genitori hanno cercato invano di permettere alla pre-adolescente di ottenere il permesso per un aborto legale. La legge in Argentina vieta ogni genere di interruzione di gravidanza, ma nel suo caso c’era la possibilità di ricorrere ad una legge quadro dell’Uniceff che permette a tutte le ragazze di età inferiore a 15 anni di ricorrere legalmente all’aborto anche nelle Nazioni in cui la legge non lo permette.


Il governatorato di Jujuy ha preso tempo ed alla fine, giunta alla 29 settimana di gravidanza, la piccola è stata sottoposta ad un parto cesareo e affidata agli assistenti sociali per via delle condizioni d’indigenza della famiglia di provenienza. Nel Paese è stata contestata al governo locale la gestione del caso, accusando l’amministrazione di aver preso tempo fino a che l’unica scelta possibile era quella di un parto. Inoltre con questa decisione è stata lasciata una cicatrice indelebile sul corpo della vittima, che ora avrà un monito permanente della violenza subita e dei due bambini nati dallo stupro.

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