giovedì 29 aprile 2021

Francesco, morto a 7 anni per l'otite. Il medico omeopata diceva: «Si muore in ospedale per i farmaci, non per la malattia»


 


Febbre alta, vomito, una «normale reazione» al virus che solo così «poteva essere sconfitto», senza medicine, antibiotici o tachipirina che portano «alla sordità» e perché «i morti in ospedale ci sono per i farmaci, non per la malattia»





È entrato oggi nel vivo il processo a carico di Massimiliano Mecozzi, il medico pesarese omeopata, accusato della morte del piccolo Francesco Bonifazi, di Cagli morto a 7 anni il 27 maggio 2017 per una otite batterica bilaterale, curata con l'omeopatia. Il bimbo morì all'ospedale Salesi di Ancona, dove era arrivato tre giorni prima in gravi condizioni.





 

A ricostruire dei passaggi fondamentali della malattia del bambino, al Tribunale di Ancona, dove si procede per omicidio colposo contro il dottor Mecozzi, è stata la zia materna, sorella della madre, sentita come teste. La donna, Aurora Olivieri, è stata presente in molte telefonate intercorse tra la madre del piccolo e Mecozzi ed era presente anche alla visita che il medico aveva fatto il 23 maggio, il giorno prima del ricovero. La zia ha raccontato che il medico, nel leggere una scheda di salute del bambino che i genitori avevano in casa, disse «ha fatto tutti questi vaccini, ecco perché è intossicato». Quando la madre riferì che il bambino di notte si lamentava, il dottore «prescrisse un intruglio omeopatico per i disturbi del sonno», ha riferito la donna davanti al giudice Francesca Pizzi. E ancora, alla richiesta della stessa teste se era il caso di far fare accertamenti in ospedale al bambinoMecozzi avrebbe risposto più volte di no.




 

«Durante le visite - ha riferito sempre la zia - diceva che per la febbre alta fino a 43 non c'era da preoccuparsi perché era la risposta del corpo che stava rispondendo bene al virus». Nell'udienza di oggi sono stati sentiti anche una dottoressa del pronto soccorso dell'ospedale di Urbino, la baby sitter, la pediatra del bambino che però non vedeva da due anni il piccolo paziente e il primario della rianimazione del Salesi. Prossima udienza il 18 maggio quando verranno sentiti i medici del 118. 

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