giovedì 13 maggio 2021

Denise Pipitone, la testimonianza: "Rapita da due uomini e portata via in barca"






Riesaminata la versione di Battista della Chiave.

Una lettera anonima apre una nuova pista, l'avvocato Frazzitta: "Elementi mai rivelati prima"


 Nuovo colpo di scena nel caso Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo l'1 settembre 2004, a 4 anni. L'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, mamma di Denise, ha annunciato stasera al programma "Chi l'ha visto?" di aver ricevuto una lettera anonima contenente interessanti indicazioni. Da giorni si sono riaccesi i riflettori sul caso della piccola Denise e le segnalazioni si susseguono, come quella della 19enne romena di Scalea straordinariamente somigliante con la bimba scomparsa ma che, sentita dai carabinieri, avrebbe detto di non essere Denise Pipitone.


"Oggi pomeriggio - rivela Frazzitta - al mio studio è arrivata una lettera anonima e voglio ringraziare la persona che l'ha scritta. Ha avuto un grande senso civico, stiamo riscontrando la veridicità degli elementi riportati, mai mediaticamente rivelati, c'è un'interessante credibilità da parte dell'anonimo. Questo è l'unico mezzo che ho per comunicare, e ringraziare per quello che ha fatto, anche dopo 17 anni. Abbiamo bisogno di un altro passo, assicuriamo la massima riservatezza".

Le rivelazioni di Battista Della Chiave

"Denise è stata rapita da due uomini, uno di 25 anni con capelli ricci e barba, poi portata a bordo di una barca con uno scooter, in seguito gettato in mare. Della Chiave non è stato capito e alcuni passaggi, con informazioni importanti, sono sfuggiti" hanno rivelato gli interpreti della lingua dei segni di "Chi l'ha visto?" analizzando il video dell'interrogatorio del 2013 di Battista Della Chiave, testimone il sordomuto. 


"Così si doveva fare. Fin da subito avevamo capito che c'erano state delle difficoltà di interpretazione, avevamo forti dubbi su come fu raccolta la testimonianza di Della Chiave e abbiamo perso un teste importante. Grazie per il lavoro che avete svolto". ha commentato Frazzitta nel corso del programma Rai.

La segnalazione calabrese

Nei giorni scorsi un'altra segnalazione, quella di una ventenne residente a Scalea, dove lavora come parrucchiera. La giovane non si è sottratta alle verifiche e ha fornito i nomi dei genitori e altre informazioni utili a ricostruire il suo passato. 


Di tutto era stata informata la Procura della Repubblica di Marsala. Secondo quanto si era potuto sapere la ragazza identificata viene dalla Romania, ma si è stabilita in Calabria da tempo. La ragazza è stata ascoltata a lungo dagli inquirenti. 

Telefonata da campo rom

Domenica scorsa è emerso un altro particolare che ha riportato le ricerche sulla pista rom: il 14 gennaio 2005 il papà naturale della bambina, Pietro Pulizzi, riceve una chiamata da una donna, partita da un campo rom di Marsala. Gli accertamenti fatti poco dopo in quel campo nomadi non porteranno a nessun risvolto nelle indagini, ma verrà scattata una fotografia alla donna che telefonò a Pulizzi. 


Dopo anni, per la prima volta, 'Mattino Cinque' ha messo a confronto l'immagine della donna del campo rom di Marsala, insieme alla foto scattata a Milano, nello stesso periodo, a una nomade che portava con sé una bambina molto simile a Denise Pipitone e che chiamava Danas (l'immagine era stata scattata da una guardia giurata ndr). La prima foto non è stata mostrata ai telespettatori del programma condotto da Federica Sciarelli, mentre il secondo scatto è ormai conosciuto.

La scomparsa di Denise 17 anni fa

E' l'1 settembre 2004, quando la piccola Denise Pipitone scompare a soli quattro anni mentre si trova davanti a casa della nonna, intenta ai fornelli. Sono da poco passate le 12 e Denise rincorre un cuginetto, fa pochi metri, imbocca una traversa e sparisce nel nulla. Come inghiottita dalla terra. Le ricerche partono immediatamente. 


Piera Maggio indirizza subito le indagini sulla pista della vendetta familiare: Denise non è figlia di Toni Pipitone (marito di Piera Maggio) ma di Piero Pulizzi, sposato con Anna Corona, con cui ha altre due figlie. Dopo lunghe indagini la posizione della Corona viene archiviata, anche perché ha un alibi (era al lavoro al momento della scomparsa di Denise), mentre Jessica Pulizzi viene accusata del rapimento, rinviata a giudizio e sempre assolta. Parallelamente al fronte processuale si susseguono gli avvistamenti, in Italia e non solo, e ad ogni segnalazione si riaccende la speranza di trovare Denise

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