lunedì 21 febbraio 2022

Bimbo di 4 mesi lasciato con lo stesso pannolino per una settimana: non ce l’ha fatta

 


 


Il piccolo Sterling Koehn ha perso la vita a causa di una dermatite da pannolino.





Un bambino di quattro mesi è rimasto con lo stesso pannolino addosso per due settimane e ha perso la vita a causa di una dermatite. Il piccolo si chiamava Sterling Koehn e il suo corpo era infestato dai vermi. È stato ritrovato il 30 agosto del 2017 nell’appartamento dei suoi genitori ad Alta Vista (USA) e, in questi giorni, è in corso il processo.



Sotto accusa il padre del bambino, Zachary Paul Koehn, 29 anni. Anche la madre, Cheyanne Harrys, è accusata e dovrà affrontare un processo separato in un secondo momento.
Il procuratore generale dello Iowa, Coleman McAllister, ha detto ai giurati che il bambino è deceduto a causa di dermatite da pannolino, un’irritazione della pelle che si manifesta con un arrossamento della zona pubica e inguinale.

All’apertura del processo, McAllister ha raccontato che il pannolino molto sporco del bambino aveva attirato insetti che avevano deposto delle uove, poi schiuse in larve.

La conseguente dermatite da pannolino ha portato alla rottura della pelle e così il piccolo è stato infettato dai batteri.
Un rapporto del medico legale ha mostrato che il bambino è deceduto per malnutrizione, disidratazione e infezione.

L’autopsia ha poi rilevato che il bambino pesava appena 3 chilogrammi. Inoltre, sono stati rinvenuti i vermi sulla pelle sui vestiti del piccolo, dimostrando che non era stato lavato e che i pannolini non venivano rimossi da più di una settimana.

Per il medico legale il bambino è deceduto perché non ha ricevuto assistenza da parte dei genitori. L’avvocato del padre, però, ha dichiarato che quanto successo è da addebitare a una tragedia non a un crimine.

Il procuratore McAllister, però, ha negato le affermazioni della difesa. Il procuratore ha poi fatto notare che la figlia di due anni di Koehn si trovava in casa ed era in buona salute. In più, il padre aveva i soldi per acquistare cibo e altro per i bambini ma ha sottolineato che era un tossicodipendente. Inoltre, è stato scoperto che anche la madre ha un passato simile alle spalle.

Insomma, una terribile storia dove a pagarne le conseguenze è stata una povera anima

1 commento:

  1. Come affrontare la tragedia e aiutare gli altri ad affrontarla

    L'editore di Monaco ha pubblicato il libro intitolato “Ogni terza donna”. La scrittrice, ha dedicato il libro a tutti i bambini stellati e ai loro genitori.
    I bambini stellati in Germania vengono chiamati mai nati, quelli che sono morti durante il parto o quelli che sono deceduti poco dopo la loro nascita. Nel suo libro, la scrittrice dà voce alle donne che hanno perso i loro figli non ancora nati, ma non hanno rinunciato a una gravidanza con lieto fine, e anche al uomo che è sopravvissuto al dolore della interruzione della gravidanza della sua dolce meta. Queste storie dimostrano: coloro che hanno vissuto un trauma psicologico così grave dovrebbero assolutamente lavorarci su e non essere lasciati nella solitudine con il problema.
    La stessa scrittrice ha affrontato un problema simile ai suoi tempi. – “Mi dispiace signora, ma non sento più il battito cardiaco del feto”, la stessa è rimasta senza parole dopo le fatidiche parole del medico durante uno dei suoi controlli di routine. Come ammette l’autrice del libro, non aveva mai vissuto un tale shock.
    Gli specialisti della clinica di medicina riproduttiva del prof. Feskov hanno a che fare con storie simili ogni giorno e sanno quanto sia importante il sostegno per le famiglie che lo attraversano. Sono sempre pronti ad offrire soluzioni per coloro che sognano di diventare genitori.

    RispondiElimina

I terribili due anni: come affrontare le crisi isteriche dei bambini

  I due anni costituiscono una piccola adolescenza in cui il bambino inizia a esplorare il suo carattere e richiedere autonomia, cosa che sp...